Vita Chiesa
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Pisa, conclusa la missione iovani «Esci fuori»

Cattedrale di Pisa gremita nella Domenica delle Palme: la celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, ha segnato l’inizio della Settimana Santa e la conclusione della Missione Giovani “Esci fuori!”, iniziata il 3 aprile, che ha animato per dieci giorni la città.

Foto di gruppo dei «missionari» con mons. Giovanni Paolo Benotto

I giovani missionari (ragazze e ragazzi, con frati francescani e suore di vari ordini religiosi) hanno incontrato i loro coetanei nei luoghi da loro frequentati: scuole, discoteche, locali e piazze, invitandoli ad incamminarsi sulla strada illuminata dall’amore di Dio. Dove non si è mai soli perché insieme a tanti fratelli, con la croce di Cristo come guida sicura. Parole, nuove per molti, che sono state diffuse con ogni mezzo, dal web ai social network, rilanciate da giornali e tv. Risuonate infine anche in duomo, insieme con il “grazie” da parte dell’Arcivescovo e della Chiesa rivolto a questi giovani ed entusiasti missionari del terzo millennio. A fine messa hanno cantato per l’ultima volta l’inno della missione, poi foto di gruppo e “selfie” con l’Arcivescovo di Pisa davanti alla Torre Pendente.

Pisa, conclusa la missione iovani «Esci fuori»
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Anonimo 08/05/2014 11:07
non tutto quel che luccica è oro
Ecco quelli che si sentono servi di Cristo ma che del frate hanno solo l'abito. Non molto diversi da quei parroci che hanno il loro gruppetto in parrocchia e parlano solo con determinate persone e altre no, hanno i loro preferiti, non esitano a far sentire fuori luogo un giovane solo perchè non viene da un ambiente cattolico e non sa rispettare un'etichetta vuota di maniere e finto perbenismo. Ecco i nuovi farisei con l'abito di San Francesco addosso...Vergogna, portate disonore alla chiesa e al vostro ordine. Ecco quelli che adorano parlare con violenza anche ai giovani ma non si capisce come mai ovunque vanno sono acclamati ed esaltati.
E' proprio vero quello che dice Gesù nel Vangelo!
Ma tornatevene a casa vostra che fate ridere i polli, e dedicatevi alla cura dell'orto del vostro convento, che forse è l'unica cosa che siete in grado di fare. Di certo, non siete portati per la cura delle anime. Non avete neanche grandi capacità sociali, visto che alcuni di voi sono capaci
di incrociare la stessa persona per più di un anno senza mai dire un semplice "ciao" e senza neanche guardarla in faccia!
Ecco gli "scienziati" da strapazzo che hanno incontrato Dio e lo comunicano al mondo: lo incontrano tutti i giorni, quando si svegliano la mattina e si guardano allo specchio!
Poi se incontrano una persona bisognosa, non di cose ma di comprensione, gli passano addosso
come un carrarmato e gli tirano pure due calci, e dicono pure che i calci servono ad incontrare Dio, e che hanno reso un servizio.
Poverini, a quelli così bastano due inchini, le riverenze, qualche foto sul giornale e una schiera di gente pronta a fare il baciamano e a chiamarli "padre" che hanno già la loro ricompensa e credono di essere sant' uomini
VIA ANDATEVENE A CASA VOSTRA E CHIUDETEVI IN CELLA A PREGARE PER VOI STESSI, RAZZA DI IPOCRITI
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Anonimo Anonimo 16/04/2014 11:49
Il Vangelo si porta a fatti concreti .. a parole siamo tutti bravi, e quando manca la credibilità di chi predica bene e razzola male si nuoce alla comunità, al prossimo, alla Chiesa e soprattutto si invalida il messaggio che si pretende di portare. Belle foto, bella iniziativa, bella animazione.. portare Cristo.. una bella sfida, ma quando si è troppo presi a stare sul piedistallo, e accecati dalla fame di notorietà e di applausi, e di "fare numero" vorrei davvero sapere se si pascola il gregge o sè stessi. La predicazione va messa in pratica dai credenti e soprattutto da chi è consacrato altrimenti sta facendo proselitismo e propaganda, e non annuncio del Vangelo. E' questo che fa morire la chiesa e porta via i giovani da Gesù. Dopo aver avuto il dispiacere di conoscere alcuni frati, suore, sacerdoti, è già grazia immensa se a Dio e alla Chiesa ci si continua a credere. Mi chiedo se andare e riparare la chiesa, interpretato in una maniera superficiale, non sia diventata un'altra facciata ipocrita della chiesa morta. Quando il cuore è impregnato di superbia, cosa vuol portare e chi vuole incontrare, se non sè stesso? Al giovane non importa nulla di passare momenti goliardici con religiosi/e se poi quegli stessi gli chiudono la porta in faccia e non si fanno carico, almeno un pò, delle loro domande, sofferenza, ecc..e non si dimostrano vicini, sensibili al disagio, ma pronti a giudicare e ad affermare la propria superiorità, saccenza, con la presunzione di essere più vicini a Dio e di avere molto da insegnare al prossimo. Essere chiesa vuol dire camminare insieme, ma quale delusione nello scoprire che molti consacrati/e a quel che predicano non ci credono nemmeno,e anzi fanno l'esatto contrario. Però belle foto, complimenti.

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