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Rischi inutili per i nostri capolavori

Parole chiave: beni culturali (15)

Rutelli dice che non manderà la Venere del Botticelli all'estero perché l'opera è troppo delicata però – dice– che l'ultima parola spetta ai tecnici. Ma «Il Patto di Famiglia» di Anna Maria Luisa de' Medici non ha più valore? Diceva (art. III) che nulla doveva uscire da Firenze ma, anzi, le opere donate alla città dovevano servire ad «attirare la curiosità dei forestieri»! Ma insomma si può far qualcosa per impedire che in futuro venga nuovamente commessa questa infrazione?

A. Guerrini
Firenze

Il «Patto di famiglia» è un documento davvero interessante per la sua lungimiranza. Con quell'atto Anna Maria Luisa (1667-1743), ultima rappresentante della dinastia dei Medici, (chiamata Elettrice Palatina per aver sposato nel 1691 l'Elettore Palatino Johann Wilhelm von der Pfalz-Neuburg), definisce le precise condizioni del passaggio dei beni medicei al nuovo Granduca Francesco Stefano di Lorena, rendendo inamovibili le raccolte d'arte e le biblioteche accumulate nel corso di secoli. Si tratta di un «vincolo perpetuo» alla città che ha permesso la fruizione pubblica dei tesori medicei già in epoche nelle quali non era così usuale che il semplice cittadino potesse godere delle bellezze di proprietà dei «potenti». Ma non credo che quel «vincolo» possa impedire oggi allo Stato di prestare un capolavoro ad un Museo straniero per una mostra temporanea, com'è successo – tra mille polemiche – con la «Primavera» del Botticelli. Certo, la prudenza in queste cose è indispensabile. È giusto che le richieste vengano vagliate con grande attenzione e che ci siano tutte le garanzie di tutela dell'opera d'arte. Ma in fondo è anche questo un modo per «attirare la curiosità dei forestieri» sui «tesori» di Firenze. L'Opera del Duomo di Firenze, ad esempio, ha inviato in questi giorni tre formelle della «Porta del Paradiso» del Ghiberti negli Stati Uniti dove saranno le «superstar» di tre successive mostre (High Museum of Art di Atlanta, dal 28 aprile al 15 luglio, Art Institute di Chicago dal 28 luglio al 13 ottobre e Metropolitan di New York dal 30 ottobre al 13 gennaio 2008). E per ridurre al minimo i rischi, le hanno fatte volare su tre diversi aerei!

Claudio Turrini

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