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Dal n. 42 del 20 novembre 2005

RU486: il triste primato della Toscana

La Toscana batte tutti. Ma non è un record di cui andar fieri. La nostra regione infatti è la prima d'Italia dove la pillola abortiva è stata usata senza sperimentazione. Un aborto chimico è già avvenuto e quattro sono in preparazione. Questa l'escalation della RU486 all'ospedale Lotti di Pontedera (dove peraltro 8 ginecologi su 10 sono obiettori). Ma altri sono pronti a seguirlo, per esempio la Asl 9 di Grosseto. Il primo aborto chimico a Pontedera è avvenuto martedì della scorsa settimana.
DI SIMONE PITOSSi

RU486: il triste primato della Toscana

La Toscana batte tutti. Ma non è un record di cui andar fieri. La nostra regione infatti è la prima d'Italia dove la pillola abortiva è stata usata senza sperimentazione. Un aborto chimico è già avvenuto e quattro sono in preparazione. Questa l'escalation della RU486 all'ospedale Lotti di Pontedera (dove peraltro 8 ginecologi su 10 sono obiettori). Ma altri sono pronti a seguirlo, per esempio la Asl 9 di Grosseto.

Il primo aborto chimico a Pontedera è avvenuto martedì della scorsa settimana. Nello stesso momento, nell'aula del Consiglio regionale, il centrosinistra approvava una mozione che chiede l'introduzione della RU486 – andandola a comprare all'estero con i soldi pubblici – da parte di ogni singola Asl.

Ma l'assessore al Diritto alla salute, Enrico Rossi, mentre il parlamento toscano dibatteva sulla possibile introduzione della pillola abortiva, non ha riferito di ciò che già era avvenuto nell'ospedale pisano. La reazione di Marco Carraresi (Udc) e Paolo Bartolozzi (Forza Italia) è stata immediata: «Se Rossi ha taciuto, ha presentato davanti al Consiglio una rappresentazione dei fatti parziale e dunque non veritiera. Se non era stato informato, significa che è considerato ben poco dai vertici delle aziende sanitarie». Carlo Casini, leader del Movimento per la vita, ha parlato di «obiettivo ideologico: quello di convincere la gente che l'aborto è un problema privato risolvibile con un bicchier d'acqua e una pillola».

Anche l'Osservatore Romano è intervenuto sul caso Toscana parlando di «incentivo all'aborto» che «in prospettiva può divenire una contraccezione sempre più facile e di massa». Infine il cardinale Camillo Ruini, nella prolusione alla Cei riunita ad Assisi, ha stigmatizzato la «corsa, in atto in alcune regioni, ad introdurre l'uso della pillola abortiva RU486» che «tende a non far percepire la reale natura dell'aborto, che è e rimane soppressione di una vita umana innocente».

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L 30/11/2005 00:00
Buongiorno

mi chiedo come mai a parlare di pillola abortiva siano gli uomini.
Mi chiedo cosa ne sapete voi?
Io sono favorevole all'aborto, ovviamnete giustificato, non deve essere un modo per non prendersi la responsabilità dei propri sbagli.
Il rapporto sessuale non è un atto singolo, ma sono due le persone coinvolte.
Cosa pensate che quando accidentalmente una ragazza giovane rimane incinta, il proprio compagno le dica teniamo il bambino?Non pensate che dietro queste scelte ci sono due teste e non una sola?
Certo l'idea che una pillola possa indurre un aborto non è una bella, ma allora è meglio quando senti parlare di genitori che vendano i propri figli, che li sfruttano; oppure quando senti che un bambino viene lasciato ad un cassonetto o fatto morire in un armadio.....
Questi argomenti ti portano a riflettere. ma non deve essere una riflessione soggettiva, devono essere valutati tanti punti di vista.
Non si può fare una legge che va bene per me ma non per gli altri.
Per una donna l'aborto non è momento facile ricordatelo sempre, ma soprattutto fatevi una domanda: ma se fossi io in quella situazione?
E' SEMPRE TROPPO FACILE GIUDICARE DALL'ESTERNO
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Riccardo Mereti 22/11/2005 00:00
Premetto che, ritenendo vita il feto, ritengo che la pratica dell'aborto sia un vero e proprio omicidio.

Stante ciò i cittadini italiani hanno (ahinoi) scelto tramite referendum che in Italia sia autorizzata tale pratica (né più né meno come in certi stati esiste la pena di morte).

La differenza tra l'uso di una pillola e l'attuale intervento chirurgico sta solo nei minori rischi (e, cinicamente, costi) cui si sottopone la paziente (mi dispiace per chi legge, ma si dice proprio paziente).

Personalmente non vedo alcun motivo, neanche etico, per sventolare davanti ad una donna lo spauracchio di una sala operatoria, quando essa ottiene identico risultato (in realtà l'uccisione dell'embrione, ma questo consente la legge) con una pillola.
Altrettanto non vedo motivo per sottoporre la sanità al costo di un medico, un infermiere, una sala operatoria ecc. ecc. quando il solito risultato lo si ottiene con una pillola: potremmo pensare di utilizzare quel risparmio per degli scopi migliori, magari migliorando altri servizi sanitari.
Si badi bene: non è un cinico risparmio sulla pelle dell'embrione, se la madre ha deciso di abortire il suo destino è quello!
Tanto meno non vedo banalizzazione: come se rendere le cose più difficili per la paziente attraverso un intervento chirurgico rendesse più importante l'atto ... cioè l'omicidio!
L'omicidio è omicidio e basta, lento o veloce che sia.
Non mi inorridisco meno dinanzi alla morte di un embrione sapendo che la madre ha pagato come controparte un intervento chirurgico, col rumore della macchina aspiratrice ecc. ecc.: una vita è stata tolta, con o senza rumore!

Ritengo invece molto seria la proposta di far collaborare strettamente i consultori ed i servizi di assistenza sociale; purtroppo questa proposta è passata in secondo piano rispetto all'introduzione dei volontari nei consultori.
A tal proposito si veda l'articolo su Repubblica: possiamo garantire che i volontari siano psicologicamente preparati in modo da non cadere nelle storture paventate dal gionalista? Solo in questo caso si otterrebbero dei risultati liberi da polemiche strumentali.
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Sugar 19/11/2005 00:00
Io sono un laico Cattolico e come tale sono contrario all'aborto. Penso comunque che la possibilità della donna di abortire ci debba essere in particolare per evitare i numerosi aborti clandestini che si facevano prima dell'introduzione della 194 e che non scuotevano per niente le coscienze altrui. In questo caso però concordo con Ruini e la Chiesa nel dire che la pillola abortiva deresponsabilizza le coscienze delle donne e sono quindi contrario nell'introdurla in Italia. In ogni caso il problema vero che la Chiesa si rifiuta costantemente di affrontare è la prevenzione dell'aborto. Se invece di negare i diritti alle coppie omosessuali e farsi dispensare dal pagamento dell'Ici intervenendo a gamba tesa nella vita politica italiana si pretendessero misure sociali in maniera tale da dissuadere le donne a non abortire sarebbe meglio per tutti!
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Lorenzo Della Corte 18/11/2005 00:00
E' vero, la Regione Toscana è diventata la punta di diamante del laicismo e sono proprio i dirigenti diessini e della margherita che presidiano le istituzioni toscane ad essere i paladini di questa campagna anti-religiosa sottile, subdola, pervicace. Lo straordinario è che il mondo cattolico toscano, mi riferisco sopratutto quello dei "movimenti" ed a quello "politico" sembra passivo, succube, e oserei dire "connivente". Si passa dal timore reverenziale al silenzio ed alla timida protesta di bandiera! E questo mentre l'economia toscana precipita, la disoccupazione e la povertà aumentano, il disagio e la disgregazione sociale si diffondono i nostri governanti di sinistra si occupano solo di principi illuministici, di anticlericalismo, di poltrone, di "affaires".
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Gabriele Giannoni 18/11/2005 00:00
La mia famiglia è indignata, sapere che la nostra regione è favorevole alla cultura della morte e sapere che una consigliera si è fatta paladina di tanta crudeltà sulle donne, ci rattrista e ci fa capire che alcuni politici sono sempre di più i servi delle industrie farmaceutiche, come si è visto anche per il passato referendum sulla procreazione assistita.

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