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Firenze, funerali clochard morto per il freddo. Martini (Caritas): «Nessuno si senta abbandonato»

In centinaia questa mattina, a Firenze, per dare l’ultimo saluto ad Adam Zbigniew Koziol, l’uomo di origine polacca trovato senza vita nei giardini del Lungarno Santarosa, alcuni giorni fa.

Le autorità presenti alle esequie

Alla cerimonia funebre, che si è svolta presso la Parrocchia di Santissimo Crocifisso a Monticelli, tante le autorità presenti, tra cui il sindaco di Firenze, Dario Nardella, l’assessore al welfare del Comune, Sara Funaro, e il direttore della Caritas diocesana, Alessandro Martini.

A celebrare la funzione, il parroco don Darek Jonski e don Fabio Marella, vicedirettore della Caritas di Firenze.

Da due anni Adam era infatti costantemente seguito dalla Caritas parrocchiale di Monticelli, che tutte le sere offre un pasto caldo a 30 persone che non hanno cibo a sufficienza, un servizio doccia a chi ha bisogno, e la possibilità di un cambio di indumenti, che a suo volta vengono lavati da dei volontari della comunità. Purtroppo però quest’anno, Adam, che soffriva di una grave dipendenza da alcol, si era rifiutato di essere aiutato, nonostante gli fosse stata offerta la possibilità di essere accolto in uno dei Centri per l’emergenza freddo della Caritas, dove aveva trascorso gli inverni passati.

Alessandro Martini, nell’esprimere tutto il suo cordoglio, ha sottolineato l’importanza di fare sempre di più, sempre meglio, di non fermarsi mai, affinché nessuno si senta solo, abbandonato. Martini ha poi ringraziato la Chiesa fiorentina, le associazioni, e le istituzioni «che ogni giorno con impegno e dedizione cercano di stare vicine a chi vive in una condizione di fragilità, a chi non ha una casa, a chi ha scelto di isolarsi dalla società». «La mia speranza – ha aggiunto – è che sempre più senza tetto decidano di accettare l’accoglienza invernale nei tanti centri messi a disposizione. Il principale problema è infatti proprio il rifiuto di molti di loro a qualsiasi tipo di aiuto, probabilmente a causa dei tanti anni di isolamento forzato che talora possono aver contribuito a renderli incapaci di vivere con gli altri».

Appello rilanciato con forza anche dal sindaco Dario Nardella e da don Darek Jonski, «affinché tutti possano sentirsi parte di una comunità, di una città che ha però bisogno a sua volta, di essere aiutata». «Dobbiamo camminare insieme. Aiutateci ad aiutarvi», ha affermato Dario Nardella.

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