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Immigrati, Martini (Caritas): dietro protesta a Scopeti un decreto di esplusione

Ieri pomeriggio a Scopeti (Comune di Impruneta), un piccolo gruppo di immigrati nigeriani, ospiti di una struttura gestita dalla Caritas di Firenze, ha dato vita ad una rumorosa protesta, con tanto di blocco temporaneo del traffico sulla via Cassia. Grazie alla professionalità degli operatori e al pronto intervento delle Forze dell'ordine, la situazione è poi tornata alla calma. Il Direttore della Caritas di Firenze spiega i motivi di quella protesta.

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Un gruppo di migranti (Foto Sir)

«La vicenda di ieri è emblematica di un tipo di situazione delicata che può verificarsi e di cui il sistema di accoglienza deve tenere conto». Così il direttore della Caritas di Firenze Alessandro Martini commenta la protesta  messa in scena ieri nel centro di prima accoglienza di Scopeti, nel comune di Impruneta. Secondo Martini infatti all’origine della protesta (che ha coinvolto solo un piccolo gruppetto degli ospiti della struttura, mentre la maggioranza è rimasta a guardare) non c'è il vitto ricevuto nella struttura - come si voleva far credere - bensì il decreto di allontanamento ricevuto da uno di loro, a seguito del diniego della domanda di asilo. Una questione delicata: per molti dei richiedenti asilo arrivati negli anni scorsi è attesa la risposta alla loro domanda, e i dinieghi potrebbero suscitare reazioni di protesta. Martini sottolinea comunque la grande professionalità dimostrata anche in questa occasione dagli operatori e le operatrici del centro di accoglienza, e dalle forze dell’ordine che hanno gestito la situazione, risolta trovando una collocazione alternativa in altre strutture Caritas per chi aveva preso parte alla protesta.

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