Cultura & Società

A Castel del Piano quattro artisti e le nuove sale di Palazzo Nerucci

Dal 30 agosto al 20 settembre nel comune in provincia di Grosseto esposizione collettiva di pittura e fotografia, video installazioni e suono

“Dove dorme il fuoco. Paesaggi e visione” è l’esposizione collettiva a cura di Michele Guidarini di quattro artisti (Francesco Barbieri, Lorenzo Gonnelli, Q2 Visual, Nàresh Ran) che dal 30 agosto al 20 settembre si incontreranno nelle nuove sale di Palazzo Nerucci a Castel del Piano (Grosseto) dove parleranno diversamente attraverso pittura e fotografia, video installazioni e suono.

Le nuove sale di Palazzo Nerucci recuperate con il contributo della Regione Toscana sono un simbolo di alcuni processi di trasformazione vissuti da Castel del Piano. In particolare sono un simbolo del passaggio e dell’evoluzione che questo paese dell’Amiata ha vissuto intorno al ‘500. La vita andava verso la modernità e lo sviluppo e il passaggio dalle città murate alle città aperte cominciava ad essere realtà nelle opere.

“Oggi vogliamo ripercorrere quella storia e tentare di proporne una nuova – afferma Arianna Arezzini, assessore del Comune di Castel del Piano – Riapriamo la bottega che era attiva al numero 6 di corso Nasini e risaliremo verso palazzo Nerucci, camminando sulle tracce dell’orefice e dello stagnino che qui hanno lavorato a lungo, arrivando al vecchio ingresso del Comune. Lo facciamo accompagnati dal futuro. Quattro giovani artisti proporranno una lettura originale e nuova e contemporaneamente fortemente connessa con l’Amiata, attraverso opere multisensoriali e multi disciplinari.”

I lavori di recupero riconsegnano all’uso pubblico una serie di sale che si sovrappongono e intersecano, camminamenti si aprono e penetrano in affascinanti luoghi ipogei.

“Dove dorme il fuoco” occuperà per prima le nuove sale. Il progetto è una metafora di trasformazione in cui il titolo chiama l’Amiata e la sua origine vulcanica, ma presto si discosta dall’effetto rievocativo. Il fuoco è infatti, simbolo di trasformazione che conduce attraverso diverse interpretazioni del territorio e diversi linguaggi espressivi.

Il racconto che aspetta i visitatori è fortemente connesso con la montagna più per un vincolo elettivo (molti degli artisti sono amiatini), che per una volontà didascalica. Il viaggio nelle 5 sale sarà una proposta di interpretazione anche per i visitatori a cui verrà offerta non una ma tante soluzioni in taluni casi solo bozze di pensiero di cui appropriarsi e trasformare.

“Dove dorme il fuoco” si affaccia sull’Amiata senza imporne una lettura, Il fuoco, che dà titolo alla mostra non è un elemento, ma una fiamma che si agita, filtra, crea, una condizione che continua ad alimentare lo sguardo e a generare nuove forme.

Il progetto esplora la memoria del paesaggio, la materia visibile e invisibile, proponendo una lettura del territorio che supera la sua dimensione geografica e apre nuove possibilità di interpretazione.

L’inaugurazione offrirà un momento unico agli spettatori. Nàresh Ran suonerà live la sua opera PAURE. L’esecuzione sarà una performance A/V (audio – video) in cui il video si muoverà con il suono.