Papa Leone XIV
Concistoro, Leone XIV: “La violenza non avrà l’ultima parola”
Il Papa chiude il secondo Concistoro straordinario con un messaggio rivolto alle Chiese e ai popoli della terra: la pace nasce da cuori riconciliati. Al centro anche il Sinodo, il sostegno alle famiglie, l’ascolto dei giovani e la necessità di ripensare il tema della legittima difesa
Si è concluso con un forte appello alla pace il secondo Concistoro straordinario convocato da Leone XIV. Rivolgendosi ai cardinali, ai vescovi, alle Chiese affidate al loro ministero e “a tutti i popoli della terra”, il Pontefice ha ribadito che «Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo» e ha invitato a non rassegnarsi alla logica della guerra. «La violenza non avrà l’ultima parola – ha affermato –. Dio continua ad aprire nella storia cammini di riconciliazione e di pace. Abbiamo la responsabilità di percorrerli con coraggio e di aiutare il mondo a riconoscerli».
Nel suo intervento conclusivo, pronunciato nell’Aula Nuova del Sinodo, Leone XIV ha sottolineato come il Concistoro non debba restare «un appuntamento isolato», ma diventare l’occasione per promuovere in tutta la Chiesa spazi di ascolto, preghiera e discernimento condiviso. È questo, ha spiegato, il cuore del cammino sinodale, che non rappresenta semplicemente un metodo organizzativo, bensì «uno stile spirituale» che nasce dall’incontro, cresce nell’ascolto e matura nel discernimento.
Il Papa ha quindi annunciato che nel prossimo ottobre si terrà un incontro con i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali per verificare il cammino compiuto dopo Amoris Laetitia. All’incontro parteciperanno anche alcune famiglie. «Là dove la famiglia è sostenuta e accompagnata – ha osservato – cresce una scuola di relazioni, di solidarietà e di speranza; là dove è ferita o isolata, tutta la società ne porta le conseguenze».
All’inizio del suo discorso Leone XIV ha espresso vicinanza alle popolazioni del Venezuela colpite dal terremoto e ha ringraziato i cardinali per «la libertà, la fraternità e il senso ecclesiale» dimostrati durante i lavori. «Vedere cardinali provenienti da Chiese, culture e situazioni così diverse ascoltarsi reciprocamente e cercare insieme ciò che meglio serve il Vangelo è stato per me motivo di consolazione e di speranza», ha detto.
Tra i temi emersi con maggiore forza durante il Concistoro vi sono le guerre, le povertà e le ingiustizie che segnano il mondo contemporaneo. Dietro questi drammi, però, il Pontefice ha individuato una sofferenza ancora più profonda: «La solitudine, la crisi delle relazioni, la perdita della speranza e la difficoltà di riconoscersi reciprocamente come fratelli e sorelle». Una situazione che, secondo il Papa, rivela una crescente domanda di senso, autenticità, spiritualità e comunità.
Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani. Leone XIV si è detto colpito dagli interventi dei cardinali sulla loro condizione, ricordando che la sofferenza giovanile, «che talvolta li conduce fino alla disperazione estrema di togliersi la vita», rappresenta una delle ferite più profonde del nostro tempo. Per questo ha invitato la Chiesa ad ascoltare con umiltà i giovani e le loro famiglie, riconoscendo nella loro ricerca di autenticità e di relazioni vere un richiamo alla forza del Vangelo.
Il Papa ha inoltre ribadito che la pace nasce anzitutto nel cuore delle persone. «Prima di manifestarsi nella storia – ha spiegato – la guerra nasce dentro di noi, quando il sospetto prende il posto della fiducia, la paura della speranza e l’altro viene percepito come una minaccia». Da un cuore riconciliato, invece, possono nascere «parole disarmate, relazioni nuove e una pace capace di raggiungere anche i popoli».
Secondo Leone XIV, la guerra non è soltanto uno scontro tra Stati, ma il frutto di una «cultura della potenza» che influenza il modo di vivere le relazioni, esercitare il potere, utilizzare l’economia, la tecnologia e perfino la religione. Da qui l’invito a ricostruire una cultura della cooperazione e del dialogo, rilanciando anche il multilateralismo e sostenendo l’impegno dei laici nella vita pubblica, oltre al dialogo ecumenico e interreligioso come strumenti al servizio del bene comune.
Tra le prospettive aperte dal Concistoro figura anche la volontà di proseguire la riflessione sul tema della legittima difesa, alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti nella natura dei conflitti contemporanei. Per il Pontefice, la Chiesa è chiamata a custodire luoghi di incontro, ascolto e dialogo nei quali possa crescere una nuova cultura del bene comune, attraverso un paziente lavoro educativo che riconosca la dignità inviolabile di ogni persona. In questo percorso, ha concluso, «i poveri non sono soltanto destinatari della nostra cura, ma protagonisti della speranza che Dio continua a suscitare nella storia». Solo su queste basi, ha affermato Leone XIV, anche le riforme delle strutture ecclesiali potranno portare frutti duraturi.

