Arte & Mostre

Monte Oliveto Maggiore, sette secoli d’arte raccontano i monaci olivetani

Nell’Antica Biblioteca e nella Sala Capitolare dell’abbazia una mostra inaugura un nuovo ciclo espositivo dedicato al legame tra la Congregazione benedettina e gli artisti

Nell’Antica Biblioteca e nella Sala Capitolare di Monte Oliveto Maggiore nel comune di Asciano (Siena) una nuova esposizione (700 anni di arte per i monaci olivetani. Il Medioevo) documenta il rapporto tra la Congregazione benedettina olivetana e gli artisti medioevali attraverso opere d’arte, pannelli illustrativi e un video.

Dopo il percorso iniziato nel 2023, dedicato al motto Benedettino Ora, Lege e Labora, questa esposizione inaugura un nuovo ciclo di iniziative che si svilupperà nel triennio 2026 – 2028. Il progetto intende documentare il legame tra la Congregazione benedettina olivetana e gli artisti che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a trasformare chiese e monasteri in luoghi di straordinaria ricchezza artistica. In alcuni casi furono gli stessi monaci a dedicarsi alle arti, come parte integrante del lavoro quotidiano previsto dalla Regola di san Benedetto.

Nell’Antica Biblioteca sono esposti quattro codici miniati provenienti dal monastero olivetano di San Benedetto di Pistoia. Attualmente conservati nella Biblioteca Leoniana, sono stati concessi in prestito dalla diocesi di Pistoia permettendo di mostrare il più antico nucleo conosciuto di libri per il canto liturgico corale della Congregazione olivetana, giunto fino a noi in forma parzialmente integra. Documenti dei primi anni del Quattrocento ricordano tra gli autori il miniatore fiorentino Matteo Torelli, allievo del camaldolese Lorenzo Monaco, e fra Lauro da Lucca, monaco olivetano.

Poche sono purtroppo le testimonianze delle opere più antiche giunte fino a noi; tuttavia nell’Antica Sala Capitolare ne è presentata una selezione tipologica. Tra questa spicca la croce astile, unica opera di oreficeria medievale superstite legata alla Congregazione olivetana. Proveniente dal Monastero di Rofeno, dipendente dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore che ne detiene ancora la proprietà, è oggi esposta al Museo di Palazzo Corboli. La croce rappresenta una rara testimonianza di opera liturgica in metallo della fine del Trecento arricchita da decorazioni vegetali in smalti champlevé, tecnica di origine francese diffusasi in area senese.

Di particolare rilievo è la Maestà, dipinto su tavola raffigurante la Madonna col Bambino in trono, probabilmente destinata all’altare maggiore della chiesa di Monte Oliveto Maggiore. L’opera, realizzata nella prima metà del Trecento da un pittore senese seguace di Duccio di Buoninsegna, è attribuita al cosiddetto Maestro di Monte Oliveto, così denominato a partire da questo dipinto.
Completa l’esposizione una raffinata miniatura raffigurante san Benedetto in abito bianco, come gli olivetani, con ai suoi piedi un monaco in segno di profonda obbedienza. L’opera, attribuita a Matteo Torelli, fu rubata dal corale B, esposto in mostra, è stata recentemente recuperata dai Carabinieri in buone condizioni conservative.

Il percorso espositivo, accompagnato da pannelli esplicativi e didascalie in italiano e in inglese, si conclude con un video che presenta una selezione significativa delle opere pittoriche superstiti conservate in musei internazionali.

La mostra è aperta tutti i giorni, festivi compresi, fino al 27 settembre.
Orario: 9,30 – 12,40 (ultimo ingresso ore 12,20)
14,30 – 18 (ultimo ingresso 17,40)
Sempre aperto compreso feste religiose e civili.
Per prenotazione e visite per gruppi: tel. e WhatsApp 342-0538090; e-mail: infovisite@monteolivetomaggiore.it; www.operadarte.net