Toscana

Psicologia di base, l’esperienza Toscana alla Giornata nazionale della ricerca psicologica

Venerdì 24 luglio, a Firenze, la sperimentazione toscana della psicologia di base sarà al centro della Seconda Giornata Nazionale della Ricerca Psicologica. Un modello che ha già registrato migliaia di richieste di accesso e punta a rafforzare l'integrazione della salute mentale nelle cure primarie

Una richiesta di ascolto che, in Toscana, va dai giovani agli anziani. A dirlo è la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Maria Antonietta Gulino, che prosegue “La psicologia di base sta dimostrando di essere uno strumento concreto di prevenzione, integrazione sociosanitaria e vicinanza ai cittadini”.

Gulino interverrà sul tema del rapporto tra ricerca, benessere psicologico e politiche pubbliche durante la Seconda Giornata Nazionale della Ricerca Psicologica, in programma venerdì 24 luglio a Firenze, nella Sala Casa Italia Mindlabs della Fortezza da Basso dalle 8.30 alle 19.30, promosso dall’Associazione Italiana di Psicologia. In questo contesto la Toscana porterà l’esperienza maturata con il servizio di psicologia di base, che in questi mesi di sperimentazione ha registrato migliaia di richieste di accesso da parte dei cittadini. Gulino spiega che l’esperienza toscana sarà presentata come un esempio di integrazione tra territorio, medicina di prossimità e professionisti della salute mentale, con l’obiettivo di rendere più semplice e rapido l’accesso a un primo supporto psicologico

All’evento sarà presente anche Giancarlo Marenco, vicepresidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Sempre nel corso della giornata interverrà la professoressa Caterina Primi, ordinaria di Psicometria e presidente della Scuola di Psicologia dell’Università di Firenze con un approfondimento dedicato al rapporto tra ricerca psicologica, nuovi bisogni sociali e innovazione nei servizi per il benessere mentale.

“Affronteremo anche il tema del monitoraggio – spiega la professoressa -. In questo modo si potrà superare la logica della sperimentazione per invece riconoscere la figura dello psicologo di base come componente principale del sistema di cure primarie. E’ infine importante sottolineare che l’integrazione della salute mentale nelle cure primarie costituisce oggi una priorità strategica per migliorare gli esiti di salute e garantire servizi più accessibili e centrati sulla persona. E’ dunque fondamentale che lo psicologo di base si ponga come figura di connessione tra i bisogni individuali e le dimensioni collettive del benessere”