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Venerdì 6 marzo nella Basilica di San Lorenzo

Lo «Stabat Mater» di Franco Simone: Jacopone da Todi incontra il rock

Venerdì 6 marzo la basilica di San Lorenzo, a Firenze, ospita un evento straordinario: la prima esecuzione dello Stabat Mater musicato da Franco Simone. Il testo di Jacopone da Todi, che ha già ispirato Verdi, Vivaldi, Pergolesi o Rossini, adesso diventa un’opera rock sinfonica.

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Franco Simone (al centro) con Gianluca Paganelli e Michele Cortese

Per Franco Simone (di origine salentina, ma residente in toscana da sempre) l’approdo alla musica sacra non è una novità: un percorso parallelo che ha accompagnato i successi come cantautore (i festival di Sanremo, i milioni di dischi venduti in sudamerica...) e dopo essersi misurato come maestro di canto di suor Cristina (la vincitrice di «The Voice»). Lo Stabat Mater però è un grande passo, la realizzazione di un progetto in testa da tanti anni.

Possiamo dire che inizia una nuova tappa della tua vita artistica?

«Più che cambiare strada è un ritorno alle origini: ho sempre frequentato il mondo religioso, anche come interesse culturale. La teologia, la religione mi hanno affascinato fin dai tempi del liceo classico».

Al liceo è nata anche la tua passione per il latino?

«Ho dato anche lezioni di latino e greco: io penso in latino, è la mia lingua del cuore, più dell’italiano: sento che il mio cervello è conformato sul latino. Dovrebbe essere studiato con più rispetto, perché il latino ha la possibilità di illuminare le menti. Mi dispiace che le nuove generazioni non abbiano la possibilità di studiarlo bene, perché con quelle che hanno chiamato riforme hanno demolito anche lo studio del latino».

Quello di Jacopone da Todi è un latino particolare, siamo nel XIII secolo: lo Stabat Mater è un testo con cui si sono misurati i grandi della musica, da Verdi a Vivaldi...

«Ovviamente non posso pensare di gareggiare con loro. Anzi ringrazio i vari Rossini e Pergolesi perché loro mi hanno fatto innamorare di questo testo. Solo che a un certo punto mi è diventato naturale pensare di mettere della mia musica su questo testo bellissimo».

Un’opera «rock sinfonica»: cosa significa?

«Rock ma anche sinfonica: io ascolto molta più musica “seria” che quella pop, è una cosa utilissima a chiunque faccia musica. Mi viene in mente una donna toscana che amo molto come Gianna Nannini, che non nasconde il suo amore per Puccini. Oppure un grande come Sting, che ha un grande rispetto per la nostra tradizione italiana».

Viene in mente, per restare in Toscana, una figura come Bocelli...

«Esatto, lui ha dato una forma a questo genere. Il tenore che canta con me, Gianluca Paganelli, ha una voce meravigliosa che si sposa molto bene a queste sonorità».

Questo progetto era nel cassetto da tanti anni?

«Sapevo che prima o poi lo avrei fatto, tanto grande era il desiderio. A un certo punto ho cominciato a dire a mia moglie: ogni mattina quando ti svegli mi devi dire: l’hai fatto lo Stabat Mater? Poi la sorpresa è stata che al momento in cui mi sono messo a comporre mi è venuto fuori con una facilità incredibile, più che se fosse stato un testo scritto da me. Diceva Jannacci: l’importante è esagerare. Che non è una frase a effetto: gli artisti devono esagerare, i nostri sentimenti sono sempre esagerati, anche quelli religiosi».

E l’artista deve esprimere questi sentimenti al massimo della loro forza...

«Qui c’è il massimo del dolore che si possa esprimere: il dolore della madre, della Vergine Maria, di fronte al figlio in croce. Un dolore epocale, sconvolgente, ma anche la sintesi e la metafora di tutti i dolori del mondo».

Accanto al tema religioso quindi c’è l’umanità di Maria...

«Infatti nei video che stiamo girando si vede la mamma del tossicodipendente, del ragazzo in carcere, del bambino malato... Il dolore della Vergine che diventa il dolore umano, rappresentato in una meravigliosa esagerazione. Mi sono mosso con sacrificio, ho anche sofferto. Se mi permetti, azzardo anche una spiegazione del perché la creatività artistica maschile è storicamente più sviluppata di quella femminile: perché le donne nel mettere al mondo un figlio fatto un atto creativo così alto che non hanno bisogno di altro. Gli uomini hanno bisogno di “partorire” in altro modo, ma l’atto creativo richiede sempre sofferenza. Notti insonni a cercare la nota giusta... Poi alla fine ti accorgi di essere strumento di qualcosa che non ti appartiene. Non è questione di superbia o modestia: se uno ha un dono deve ringraziare e lavorare perché questi doni diano dei frutti».

Tutto questo approderà in un cd e in un dvd. Intanto arriva nella basilica di San Lorenzo, anche con uno scopo benefico: finanziare il restauro del Pulpito della Passione di Donatello.

«Ci hanno permesso di guardarlo da vicino e siamo rimasti tutti incantati, è un capolavoro di altri tempi, quando le cose si facevano per passione, per il fuoco sacro dell’arte che diventava un sentimento religioso. L’arte ha questa caratteristica di saper esprimere il divino: e Donatello senza dubbio ha questa illuminazione».

Sei stato il maestro di canto di suor Cristina: ma una parte per lei non l’hai prevista?

«Io l’avevo previsto per la verità, la voce femminile poteva essere la sua. Adesso invece la parte è affidata a Rita Cammarano, un soprano fantastico che ha lavorato con Nicola Piovani e Woody Allen. A suor Cristina avevo fatto proposte già in tempi non sospetti: purtroppo mi pare che adesso, dopo la vittoria, non abbia capito niente di quello che deve cantare, sta facendo tutto quello che non dovrebbe fare. Lo dico con affetto perché credo che le farebbe bene tornare con i piedi per terra. La canzone di Madonna che ha scelto, a parte tutti i ragionamenti che si possono fare, è una brutta canzone. E poi quando si ringrazia il Signore per i doni ricevuti bisognerebbe ricordarsi che tra noi e il signore c’è un mondo in mezzo, tante persone che ci stanno intorno, e ringraziare anche loro».

La prima venerdì 6 marzo a Firenze per il restauro del Pulpito di Donatello

Lo Stabat Mater va in scena, in prima assoluta, venerdì 6 marzo alle 21 nella basilica di San Lorenzo: insieme a Franco Simone cantano il tenore Gianluca Paganelli e Michele Cortese, vincitore con il gruppo degli Aram Quartet della prima edizione di X Factor, oltre alla corale polifonica San Michele. Gli incassi della serata serviranno a finanziare il restauro del Pulpito della Passione di Donatello.

Il testo di Jacopone da Todi è un classico della letteratura oltre che una bellissima preghiera: un testo già musicato da autori come Verdi, Pergolesi, Rossini, Vivaldi... Quella di Franco Simone (con gli arrangiamenti di Alex Zuccaro) è una versione della quale un critico esigente come Mario Luzzato Fegiz ha scritto: «musica accattivante, arrangiamento e impasto vocale perfetti...  un’opera rock sinfonica in latino da manuale».

Per informazioni e prenotazioni: 380.2439798, smalzi@libero.it

Lo «Stabat Mater» di Franco Simone: Jacopone da Todi incontra il rock
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Simona Bellone 02/02/2016 23:00
Chiaro è, che prima di scrivere occorre documentarsi bene.
E' chiaro che io sono ben documentata sulla carriera di Franco Simone, quindi ho il pieno diritto di contestare il primo commento a questo articolo, che sentenzia la falsità: egli non ha bisogno di salire su ogni carro dei vincitori, perché lo ha già fatto in varie occasioni da oltre 43 anni e a livello internazionale. Dire la pura verità, con la propria saggezza acquisita da anni memorabili di carriera, non è sinonimo di peccare di superbia con il dente avvelenato. Ma forse, chi ha i paraocchi, crede che esistano nel mondo nella musica solo i premi nazionali italiani, dando valore solo ai talent show.
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Marco Pugni 03/04/2015 13:22
Cara Simona, tu parli da fan quale sei... e conosci le cose da fan!

PS: mai messo in dubbio la prestigiosa carriera di Franco Simone... come potrei di fronte a tanti successi? Ed infatti ho scritto altro...
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Simona Bellone 17/03/2015 20:50
Onore e Rispetto ai Vincitori !
Il signor Marco Pugni chiaramente dal suo sproloquio dimostra che non è a conoscenza della quarantennale carriera internazionale di Franco Simone impreziosita da oltre 10 dischi d'oro internazionali e infiniti premi per meriti artistici in tutto il mondo, oltre ad essere uno stimato cantautore ed autore televisivo anche qui in Italia. Qui non si tratta di problema caratteriale, ma di consapevolezza di aver raggiunto alti traguardi nel mondo della musica e poesia internazionale, che devono essere riconosciuti e rispettati. Senza dilungarmi troppo con i complimenti per lo stimato Franco Simone, ricordo solo che recentemente la sua canzone "PER FORTUNA" ha vinto il premio internazionale quale miglior canzone del Festival di Viña del Mar (cantata egregiamente da Michele Cortese) nel 2015, con tanto di elogi del Sindaco e Ambasciatore, oltre al pubblico che lo acclama ogni anno per benemeriti concerti in Sudamerica.
Anche questo straordinario STABAT MATER, con oltre agli elogi dello stimato critico musicale Mario Luzzatto Fegiz e tanti esperti del settore, anche il grande riconoscimento del PATROCINIO DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI, dimostra che il suo valore intellettuale è di importanza eclettica artistica internazionale e che finirà nella storia, quale pilastro di ammirabile valore inestimabile, come pochi eletti cantautori hanno per aver oltrepassato le Alpi, per vendite e notorietà. P.S. Mi meraviglio che Suor Cristina, ora SISTER, non avendolo neanche mai citato prima e soprattutto dopo la sua vittoria a "The Voice", in nessuna delle innumerevoli trasmissioni non solo italiane ma anche mondiali, oltre che non ringraziato per aver ricevuto in dono, oltre che l'insegnamento prezioso alla Star Rose Academy, anche una intera puntata televisiva del suo rinomato "Dizionario dei sentimenti", quale perfetta sconosciuta servita e riverita come una star internazionale nel 2012, quali altri suoi ospiti del calibro di Pupi Avati, Franco Fasano, Mariella Nava... e tanti altri...
Purtroppo mi rincresce sottolineare, che non è in difetto il Maestro che ha aspettato oltre un anno ad esprimere il suo pubblico rammarico per non essere stato ringraziato neanche in privato, ma la Suora, che non ha mai compreso il valore di quanto ha da lui ricevuto in REGALO, e non ha mai compreso cosa vuol dire la parola RICONOSCENZA. È chiaramente stata accecata dal successo, perché tutti la vogliono, tutti la cercano, e nonostante il suo obiettivo religioso, non ha neanche saputo frenarsi nella ricerca di infiniti scoop e scandali, pubblicando un cd da POP STAR e non da Suora, cavalcando l'onda della blasfema MADONNA, criticata sempre dal Clero che lei dovrebbe rappresentare in un certo qual modo. Quanto tristemente accaduto, è stato notato da tutti gli estimatori di Franco Simone, che non lo meritava affatto, famoso anche per la sua generosità nell'aiutare i suoi colleghi cantanti, soprattutto se alle prime armi, tutti riconoscenti che lo ringraziano e lo citano opportunamente per il suo gradito programma tv, tranne la Suora. Riflettete e documentatevi prima di parlare, e rispettate gli Artisti con la A maiuscola!
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Marco Pugni 26/02/2015 15:48
Quando non si riesce a salire sul carro del vincitore come si spera (o si pretende nella convinzione di aver meriti che nella realtà non sono tali)... ecco che spunta il dente avvelenato... del resto la bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda! La superbia è una brutta bestia...

Totale 4 commenti

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