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Denatalità: Istat, 514.308 nuovi nati nel 2013, 20mila in meno rispetto al 2012

Ventimila nascite in meno nel 2013 rispetto al 2012, con un bilancio negativo di 62 mila nuovi nati a partire dal 2008. A denunciare una nuova fase di riduzione della natalità è l'Istat, con il report «Natalità e fecondità della popolazione residente nel 2013», diffuso oggi.

Percorsi: Bambini - Famiglia
Parole chiave: Denatalità (5), Istat (53)

Nel 2013 sono stati 514.308 i bambini iscritti in anagrafe. Ancora più significativa è la diminuzione delle nascite di bambini con entrambi i genitori italiani (-70 mila nell'ultimo quinquennio), dovuto in larga misura al fatto che le donne italiane in età feconda (15-49 anni) sono sempre meno numerose e fanno meno figli. Nel 2013 il numero medio di figli per donna scende a 1,39 (rispetto a 1,46 del 2010): per le italiane l'indicatore è pari a 1,29 figli/donna, 2,10 per le straniere. In lieve diminuzione, per la prima volta nel 2013, anche i nati con almeno un genitore straniero: sono poco più di 104 mila (3.239 in meno rispetto al 2012) e costituiscono il 20,2% del totale dei nati. Calano in particolare i nati con entrambi i genitori stranieri, 77.705 nel 2013, 2.189 in meno rispetto al 2012. Considerando la composizione per cittadinanza delle madri straniere, ai primi posti per numero di figli si confermano le donne rumene (19.492 nati nel 2013), seguite da marocchine (12.778), albanesi (9.966) e cinesi (4.969). Queste quattro comunità raccolgono da sole quasi il 45% delle nascite da madri straniere in Italia.

La tendenza alla forte diminuzione delle nascite, rileva l'Istat, interessa tutte le aree del Paese. Inoltre, come conseguenza del forte calo della nuzialità, diminuiscono i bambini nati da coppie coniugate: 380.863 nel 2013, quasi 83 mila in meno in 5 anni. I nati da genitori non coniugati, invece, si mantengono intorno a 133 mila nel 2013; tuttavia, a causa della forte diminuzione dei bambini nati da coppie coniugate il loro peso relativo sale fino ad arrivare al 25,9% del totale (percentuale che sale al 30% nel Centro-Nord). Analizzando l'età della madre, per circa l'8% dei nati ha almeno 40 anni, mentre la proporzione dei nati da madri di età inferiore a 25 anni nel 2013 è pari al 10,8% del totale. Considerando le sole donne italiane la posticipazione della maternità è ancora più accentuata: l'8,7% sono ultraquarantenni e solo l'8,4% ha meno di 25 anni. D'altra parte, scrive l'Istat, prosegue la diminuzione delle nascite da madri minorenni, che risultano 1.922 (di cui 1.551 italiane) nel 2013, oltre un terzo in meno rispetto al 1995 (3.142 unità). Anche questo fenomeno presenta una forte caratterizzazione territoriale: da pressoché trascurabile al Nord, dove le nascite da madri italiane minorenni sono lo 0,2% del totale, diventa più consistente in alcune regioni del Mezzogiorno (341 nati in Campania, lo 0,7% dei nati della regione, e 421 in Sicilia, pari all'1% dei nati totali).

Fonte: Sir
Denatalità: Istat, 514.308 nuovi nati nel 2013, 20mila in meno rispetto al 2012
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