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Fondi editoria: Zanotti (Fisc), «Alleggerire i tagli alla stampa diocesana dal 60 al 30%»

Meno 22% le vendite in edicola negli ultimi cinque anni, meno 50% la pubblicità, 3000 posti di lavoro persi nelle redazioni delle testate maggiori, 1000 in quelle dei giornali più piccoli e dei territori: questa la situazione dell'informazione italiana descritta nell'incontro avvenuto oggi presso la Camera dei Deputati, promosso da Fisc (settimanali cattolici), File (liberi editori), Mediacoop (coop di giornalisti), Fnsi (sindacato giornalisti), Uspi (stampa periodica), Articolo21 e altre.

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«La situazione è gravissima - spiega Francesco Zanotti, presidente della Fisc - non ci sono più lacrime per piangere. Le 189 piccole testate diocesane della nostra federazione ogni giorno faticano senza sapere cosa accadrà domani, e le prospettive sono molto difficili. La pubblicità da sola non basta per tenere in piedi i giornali. Negli ultimi due anni abbiamo subito tagli di circa il 60% dei contributi mentre il resto dell'editoria che usufruisce dei contributi sulla legge 250/90 ha subito un taglio di circa il 30%. Quindi, - sottolinea - per evitare di dover assistere a chiusure di testate, chiediamo che anche nei nostri confronti si porti il ‘taglio' al 30%, così da lasciare un po' di respiro ai giornali diocesani». «La questione - ha poi aggiunto - non è una battaglia per conservare dei ‘privilegi', anzi è esattamente il contrario: si tratta di poter usufruire di quel minimo di sostegno che permette di mantenere in vita queste voci libere».

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