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Marò italiani: Parlamento Ue, «Rispetto dei diritti, processo in Italia»

(Sir Europa - Strasburgo) - Risolvere al più presto la situazione dei marò italiani nel rispetto dello stato di diritto. Lo chiederà oggi il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo, in base a una risoluzione comune che dovrebbe raccogliere i voti dei gruppi Popolare, Socialista e democratico, Verde, Liberaldemocratico e degli euroscettici italiani dell'Efdd.

Il documento dapprima ricostruisce i fatti della notte del 15 febbraio 2012, quando persero la vita due pescatori indiani scambiati per terroristi dai militari italiani che erano a bordo della nave mercantile italiana Enrica Lexie, in rotta da Singapore a Gibuti, per un'azione internazionale antipirateria. Quindi si riepilogano le tappe che hanno portato il caso fino ad oggi, con il marò Massimiliano Latorre che ha «lasciato l'India per trascorrere quattro mesi a casa dopo essere stato colpito da ischemia cerebrale e che necessita ancora di cure mediche, mentre Salvatore Girone si trova tuttora presso l'ambasciata italiana in India». Dunque la risoluzione «esprime profonda tristezza e manifesta il proprio cordoglio per la tragica fine dei due pescatori indiani»; «sottolinea che le conseguenze dell'evento del 15 febbraio 2012 dovrebbero comunque essere gestite nella rigorosa osservanza dei principi dello Stato di diritto, rispettando pienamente i diritti umani e giuridici delle persone presumibilmente coinvolte».

L'Europarlamento esprime quindi «grande preoccupazione per la detenzione dei fucilieri italiani senza capi d'imputazione»; pone l'accento sul fatto che essi devono essere rimpatriati e sottolinea che i «lunghi ritardi e le restrizioni alla libertà di movimento dei fucilieri sono inaccettabili e rappresentano una grave violazione dei loro diritti umani». Il Parlamento «sostiene gli sforzi esplicati da tutte le parti coinvolte per ricercare con urgenza una soluzione ragionevole e accettabile per tutti, nell'interesse delle famiglie coinvolte - indiane e italiane - e di entrambi i Paesi»; auspica inoltre che, alla luce delle «posizioni assunte dall'Italia, in quanto Stato membro, in relazione agli eventi collegati all'incidente, la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale».

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