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Quel «Patto per il lavoro» invocato da Papa Francesco

Il lavoro, per fortuna, è un tema che unifica. Un tema ripreso in questi ultimi giorni  da Papa Francesco in Molise: «Non poter portare il pane a casa toglie la dignità», ci ha ricordato, con grande efficacia emotiva.

Percorsi: Lavoro - Papa Francesco
Parole chiave: Molise (9)
Papa Francesco a Campobasso nell'incontro con il mondo del lavoro (Foto Sir)

Problema unificante che anche il nostro giovane presidente del consiglio ha posto  ai primi punti del suo programma di governo: il «job act», anche se per ora appena formulato e in attesa di articolazione operativa, testimonia la comune coscienza di questo problema di fondo. Anzi, del primo problema di fondo: sorgivo, esistenziale, determinante e trainante di tutti gli altri. Riandare alla dottrina sociale della chiesa non è esercizio retorico ed aiuta a capire a quale aberrazione ha portato il mercato della finanza lasciandosi alle spalle il mercato del lavoro. Dopo un secolo e mezzo di acceso dibattito si torna a riflettere con durezza e profonda preoccupazione sul ruolo del lavoro. Purtroppo, dispiace dirlo, ma ci siamo allontanati da quella serena considerazione secondo cui «il lavoro, se realizzato nella grazia di Dio, diviene preghiera e materia di santità: una realtà santa, santificata e santificante».

L’odierna disperazione della mancanza di lavoro – inutile citare le percentuali drammatiche di disoccupazione-inoccupazione che sappiamo – ci portano ben lontano dal lavoro «come fattore di progresso terreno, di promozione umana e di servizio fraterno». La confusa, accelerata e spregiudicata politica finanziaria della globalizzazione sembra quasi riproporre il problema del lavoro nei remoti termini marxiani ed hegeliani, in una concezione (attualizzata) assai vicina alla alienazione della libertà e all’asservimento del   del lavoratore; scenario aggravato dal fatto che l’interlocutore di chi lavora non ha più un volto umano ma è una multinazionale, un datore di lavoro virtuale, che ha ormai bypassato anche la mediazione del sindacato.

Il contesto occupazionale è stato spesso destrutturato a favore del più totale «libero mercato», il ricatto della delocalizzazione della sede di lavoro è sempre minacciosamente presente e a nulla valgono i richiami etici su cui si sono costruiti l’impegno e i traguardi civili dell’intero Novecento. Gli ammortizzatori sociali rischiano l’esaurimento. Ecco perché Papa Francesco invoca con urgenza un «Patto per il lavoro»: un patto che vada oltre l’orizzonte nazionale e che investa l’Europa; un patto che veda oltre quel «Patto di stabilità e crescita» immaginato per la sola unione economica e monetaria. Il semestre italiano in Europa sappia fortificarsi e distinguersi per questo impegno prioritario: restituire con il lavoro la dignità a tutti i cittadini.

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http://youtu.be/ECUtXX8yqeM
Quel «Patto per il lavoro» invocato da Papa Francesco
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Franco Masini 12/07/2014 09:13
"...il Papa e il problema del lavoro"
Il Papa per i poveri

" Umiliante per tutti , maggiormente per le alte cariche dello Stato , le parole con le quali il nostro amato Papa Francesco, a questo punto unico e vero difensore dei poveri, ha esternate anche con l'enfasi che tale argomento giustamente merita.
Alla ripresa del lavoro in Italia nessuno ancora ci pensa.
"Senza lavoro" ha detto ”non c'é dignità per l’uomo" .
Parole sacro sante e senza scuse perché il lavoro doveva e deve essere al primo posto nel calendario del governo. Anzi no, doveva impegnare tutte le sue forze già dal suo insediamento (del governo).
Pena la decadenza dal governo stesso. Infatti a che pro se non per pure mire autoritarie si decide di modificare la Costituzione per elidere il Senato della Repubblica? A che pro si cerca in tutte le maniere di combinare un "inciucio" con il pluri indagato Berlusconi pur di arrivare alle urne con una coalizione forte? Comodo ragionare in termini di uro potere ma ai poveri , ai giovani disperati che già pensano ad emigrare; ai derelitti della Caritas Diocesana e della San Vincenzo Dé Paoli, chi ci pensa? Ci pensa il Papa! Certo che ci deve pensare ma solo nei termini di una lode per le iniziative prese da un governo che, se fosse cosciente, le avrebbe già messe in atto non all'ultimo ma dal primo momento e non per rampogna verso cose fatte male o non fatte." Franco

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