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La chiamano «Valle del Diavolo» ma è un angolo di paradiso

Da secoli è chiamata la «Valle del Diavolo» e non a caso sembra aver ispirato Dante Alighieri nella descrizione di alcuni passi dell’Inferno nella Divina Commedia. Eppure, se rivisitata alla luce dell’Enciclica ecologica Laudato si’ di Papa Francesco, questo angolo di Toscana, comprendente i Comuni di Pomarance (Pisa), Castelnuovo Val di Cecina (Pisa) e Monterotondo Marittimo (Grosseto), tra fumarole, lagoni, getti di vapore e sorgenti d’acqua calda, può in realtà essere definita quasi paradossalmente un «angolo di paradiso».

Percorsi: Ambiente - Geotermia
Pomarance, gli impianti geotermici

È qui infatti che si trova l’area geotermica più estesa dell’intera Europa Occidentale e dove l’energia generata dal calore naturale della Terra (un po’ come una grande pentola a pressione) copre circa il 27% del fabbisogno elettrico regionale, rappresentando addirittura il 10 % dell’energia geotermica mondiale. Il fatto poi che proprio a Larderello, nel Comune di Pomarance, nel luglio del 1904 per merito del principe Piero Ginori Conti venivano accese – tramite un motore a pistoni alimentato da fluido geotermico – le prime cinque lampadine, fa di questo territorio la capitale dell’energia geotermica, fonte energetica pulita, rinnovabile e pressoché inesauribile.

Un significativo esempio di sviluppo scientifico e tecnologico applicato all’ambiente che va nella direzione auspicata dal Santo Padre nella sua ultima Enciclica quando ribadisce come sia «diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile» (cap. 26).

D’altronde il progresso scientifico e tecnologico fa sì che nel tempo vengano perfezionati nuovi utilizzi di questa particolare forma di energia andando anche oltre la produzione di energia elettrica. Così oggi pressoché tutte le abitazioni di questo territorio sfruttano il calore geotermico per gli impianti di riscaldamento con un rapporto costi-efficienza che non ha eguali.  Altre applicazioni della geotermia riguardano alcuni processi industriali, mentre si sta sempre più espandendo il suo utilizzo in agricoltura. A tal proposito dal 2009, grazie ad un’intesa tra Slow food Toscana, Fondazione slow food per la biodiversità e CoSviG – il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche – è nata la «Comunità del cibo a energie rinnovabili della Toscana», la prima Comunità mondiale del cibo ad energia pulita e rinnovabile che opera nel settore agroalimentare insistendo sui metodi di produzione anziché sui prodotti, composta da imprenditori che hanno come priorità quella della sostenibilità ambientale. A dimostrazione della bontà e della lungimiranza del progetto, la «Comunità del cibo a energie rinnovabili» è presente a Milano per Expo 2015 tra le dieci buone pratiche della Toscana.

Anche a tal proposito risuonano le parole dell’Enciclica di Papa Francesco: «Gli sforzi per un uso sostenibile delle risorse naturali non sono una spesa inutile, bensì un investimento che potrà offrire altri benefici economici a medio termine. Se non abbiamo ristrettezze di vedute, possiamo scoprire che la diversificazione di una produzione più innovativa e con minore impatto ambientale, può essere molto redditizia. Si tratta di aprire la strada a opportunità differenti, che non implicano di fermare la creatività umana e il suo sogno di progresso, ma piuttosto di incanalare tale energia in modo nuovo». (Cap 191)

Ed è ancora grazie alla creatività umana che negli ultimi anni la geotermia nei Comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Monterotondo Marittimo si traduce anche con «turismo». Il Museo della geotermia di Larderello (inaugurato nella sua nuova una veste nel 2013), il pozzo dimostrativo, le manifestazioni naturali fumanti di Sasso Pisano e Monterotondo Marittimo e le Terme ellenistiche di Sasso Pisano, creano un circuito di interesse geotermico capace nel 2014 di attrarre quasi 60 mila visitatori; numeri record per una zona che conta complessivamente poco più di 10.000 abitanti e in un settore con ampi margini di sviluppo che contribuisce a fare della geotermia un comparto a 360° ancora da scoprire e promuovere.

Perché «il cuore caldo della Toscana» ha tutta l’intenzione di continuare a battere per una ecologia integrale come quella proposta da Papa Francesco nella sua ultima Enciclica.

La chiamano «Valle del Diavolo» ma è un angolo di paradiso
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