Vita Chiesa
stampa

Abu Mazen e Peres in Vaticano: Pizzaballa (Custode), «Far sognare la pace»

«Riaprire strade per far sognare la pace che non si fa solo nei salotti dei potenti ma anche nell'incontro tra la gente. Questa è stanca di negoziati senza fine e, alcuni pensano, senza sbocchi». È questo per il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, il senso dell'incontro e del momento di invocazione e preghiera a Dio che si svolgerà in Vaticano domenica 8 giugno e che vedrà protagonisti i presidenti israeliano e palestinese, Shimon Peres e Mahmoud Abbas, con Papa Francesco.

Un incontro che, per il custode, «vuole essere una pausa rispetto alla politica. Il Papa - ha spiegato il francescano nel corso di un briefing con la stampa - non vuole entrare nel merito del conflitto israelo-palestinese. Francesco non entrerà mai in una discussione sui confini e gli insediamenti. Egli desidera che si alzi, tutti insieme, lo sguardo». Insomma, è un invito alla politica a «fare una pausa per guardare in alto e dall'alto la realtà della Terra Santa». «Nessuno ha la presunzione di dire che dopo l'incontro scoppierà la pace in quei martoriati Paesi ma si vuole cercare di dare un respiro ampio che manca ormai da tempo e una visione dall'alto e verso l'alto, senza dimenticare l'impatto che può avere questo incontro sulle opinioni pubbliche».

Sarà un'invocazione di pace senza alcuna dichiarazione politica come testimoniato dal fatto che i due presidenti saranno accompagnati dai rispettivi staff, ma non da rappresentanti politici. «I due presidenti - ha ricordato Pizzaballa - non sono religiosi ma sono credenti e si uniranno a questa invocazione di pace» che, è stato sottolineato, «non è un atto liturgico, non è una preghiera interreligiosa ma una comune invocazione di pace che ebrei e palestinesi fanno a Dio». Si spiega così la composizione delle rispettive delegazioni (15-20 persone) nelle quali «ci saranno rappresentanti delle rispettive comunità. Abbas e Peres rappresentano anche i cittadini del proprio Paese, credenti di altre religioni. Si tratta di israeliani e palestinesi che pregano Dio e invocano la pace. E lo fanno per i loro popoli senza distinzioni».

Al briefing ha partecipato anche padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede che, illustrando l'evento, ha spiegato che «l'invocazione per la pace in Medio Oriente seguirà tre ritualità diverse ispirate alle religioni ebraica, cristiana e islamica. Saranno lette preghiere in varie lingue, a cui seguiranno le locuzioni dei protagonisti. Verrà piantato un ulivo, simbolo per eccellenza di pace. Infine, il trasferimento nella vicina Accademia delle Scienze per un incontro privato». Da padre Lombardi anche la conferma di una «partecipazione spirituale del Papa Emerito Benedetto XVI».

Fonte: Sir
Abu Mazen e Peres in Vaticano: Pizzaballa (Custode), «Far sognare la pace»
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento