Vita Chiesa
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Assemblea Ccee: vescovi europei, «Snellire i processi di annullamento»

«Snellire e accelerare i processi di annullamento laddove i presupposti richiesti sono evidenti». A chiederlo all'inizio del Sinodo della famiglia sono i presidenti delle Conferenze episcopali d'Europa (Ccee) che al tema «La famiglia e il futuro dell'Europa» hanno dedicato l'assemblea plenaria che si è svolta a Roma dal 2 al 4 ottobre.

Parole chiave: Ccee (166)

«Benché sono diverse le cause - scrivono i vescovi nel comunicato finale diffuso oggi -, molti matrimoni sembrano oggi non essere validi. Nella coscienza di tanti drammi che portano al fallimento di molti matrimoni, oltre all'appello alla perseveranza, è emersa la necessità di snellire e accelerare i processi di annullamento laddove i presupposti richiesti sono evidenti. Insomma solo una pastorale che sappia essere attenta alle persone e fedele alla Parola di Dio potrà annunciare con gesti e parole la bellezza della famiglia, anche nei momenti di crisi, e potrà diventare testimonianza dell'amore misericordioso di Dio». L'incontro dei vescovi europei a Roma - si legge nel comunicato - «voleva essere innanzitutto un momento di riflessione, alla vigilia del Sinodo della famiglia, sulle questioni e i fenomeni che toccano più da vicino la famiglia e la pastorale della famiglia oggi in Europa e che obbligano a un'azione convinta». Ne è emersa una prima convinta conclusione. «La famiglia - scrivono i vescovi - non è un problema, ma una soluzione per l'Europa».

E aggiungono: «È fonte di risorse inestimabili per le nostre società europee di cui costituisce il capitale umano». Da qui una richiesta molto puntuale in tempo di austerity ai governi europei affinché promuovano «leggi e politiche che sostengono la famiglia». «La Chiesa in Europa - incalzano i vescovi - invita i Governi a prendere coscienza che non vi è altra realtà che possa ‘produrre' capitale umano come la famiglia». I vescovi esprimono poi la loro gratitudine per la «testimonianza» di tante «famiglie cristiane che vivono la loro fedeltà anche in mezzo ad una cultura spesso individualista». Queste famiglie - sostengono i vescovi - necessitano di una «pastorale adeguata» che «parte dall'esperienza reale dell'uomo, cercando in essa le tracce della presenza di Dio». E aggiungono: «La ‘pastorale adeguata' non è quindi l'esecuzione di un progetto elaborato a tavolino, ma si declina nell'accompagnamento da parte del sacerdote e della comunità cristiana, di coppie e famiglie che sono le vere protagoniste per comprendere il progetto di Dio». Nel comunicato i vescovi parlano anche di «un paradosso molto europeo». «Se molti giovani desiderano fondare una famiglia - spiegano -, molti prediligono la convivenza o altre forme che ritardano l'investimento in un legame duraturo e stabile». A questi giovani, i vescovi dicono: «L'impegno fedele è sorgente di bene e di felicità».

Fonte: Sir
Assemblea Ccee: vescovi europei, «Snellire i processi di annullamento»
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