Vita Chiesa
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Betori a Renzi: Nel nome di Francesco un rinnovato dialogo tra Chiesa e Istituzioni

«Nella vostra accoglienza scorgo non solo l'attenzione verso il nuovo papa, che sta raccogliendo attorno a sé tanta stima e consenso, ma anche l'espressione di un dialogo tra le istituzioni pubbliche e la Chiesa che vive in questa città, nel segno della reciproca stima e nel rispetto delle identità e ruoli di ciascuna, mentre condividiamo il servizio agli uomini e alle donne di questo territorio». Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, consegnando ieri pomeriggio in Palazzo vecchio al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, il Messaggio di Papa Francesco per Giornata della Pace.

L'incontro in Palazzo Vecchio tra il card. Betori e il Sindaco Renzi

Il Cardinale, nel suo discorso, ha illustrato i temi portanti del messaggio di Francesco, incentrato sulla «fraternità, fondamento e via per la pace». «Si tratta – ha osservato il Cardinale - di un convincimento saldamente radicato nella fede cattolica, ma tramite l’umanesimo da essa promosso, diventato patrimonio comune della nostra cultura, fino a ritrovarsi nella formula riassuntiva dello spirito della modernità, in cui la fraternità è legata alla libertà e all’uguaglianza. Per la fede cristiana la radice della fraternità, ricorda da subito il Papa, sta nel riconoscimento della paternità divina, ma anche questa affermazione di fede non manca di avere una sua estensione sul piano della ragione nel riconoscimento della comune natura che fa di tutti gli esseri umani una sola famiglia». La fraternità, ha proseguito Betori, non va confusa «con la crescente interconnessione, la mutua dipendenza tra individui e popoli introdotta dagli odierni fenomeni di globalizzazione», perché «la globalizzazione non crea di per sé una maggiore condivisione. Spesso, al contrario, immette nelle relazioni processi di prevaricazione e di abbandono dei più deboli. Papa Francesco ama esprimere tutto questo con la nota espressione di “globalizzazione dell’indifferenza”».

«A conclusione del Messaggio - ha concluso Betori - Papa Francesco invita a "tessere una relazionalità fraterna, improntata alla reciprocità, al perdono, al dono totale di sé, secondo l'ampiezza e la profondità dell'amore di Dio". Un invito per tutti, che faccio mio tra voi e per questa nostra amata città».

«In un tempo come il nostro in cui è difficile scorgere la presenza di maestri, la presenza di papa Bergoglio credo sia un elemento di grandissimo stimolo per tutti gli uomini di buona volontà, anche per chi non appartiene alla Chiesa», ha detto il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. «Credo - ha aggiunto - che tutto il mondo civile possa riconoscersi particolarmente colpito da quel che è accaduto nella Chiesa universale, quando Benedetto si è dimesso, mostrando intensità, capacità di rinuncia, disponibilità e desiderio di assecondare un processo di rinnovamento». E l'arrivo di Bergoglio, per Renzi, ha «suscitato speranza in tutto il mondo» con le «forti, belle, intense immagini del Pontefice, da Copacabana alle periferie di Roma a Lampedusa fino alla quotidianità della scelta di non vivere» negli alloggi papali «e di tenersi lontano dal lusso».

E ancora il Sindaco ha osservato che «il Papa ha detto su Internet parole interessanti, ha detto che è un dono, mentre ci sono politici nostrani che pensano sia un aggeggio strano di cui aver paura. Il Papa ha capito l'importanza strategica del mondo interconnesso dicendo anche però che è vuoto senza fraternità».

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