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Card. Bassetti: sfida migranti richiede coraggio, carità, responsabilità e rispetto leggi

La festa di San Lorenzo, patrono della città e diocesi di Perugia, ha dato occasione al presidente della Cei per toccare temi sociali importanti come quello del lavoro, nel suo rapporto con la vita familiare, e della sfida che ci viene dall'emergenza immigrazione.

Mons. Gualtiero Bassetti (Foto Sir)

«Il rapporto tra famiglia e lavoro è la questione in gran parte insoluta della nostra società. Occorre fare di tutto perché non manchi mai il lavoro e il pane sulle mense di tante famiglie». Lo ha detto oggi il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, nell’omelia del pontificale di san Lorenzo, patrono della città e della diocesi, presieduto in cattedrale.

«Accanto ai motivi di ringraziamento per tutte quelle opere di bene che, silenziosamente e quotidianamente, si sviluppano tra la nostra gente», ha affermato il cardinale che ha appena concluso la visita pastorale nelle parrocchie, «non posso però nascondere la mia profonda preoccupazione per la situazione di precarietà lavorativa nella quale si sono venuti a trovare, in queste settimane, molti operai di alcune grandi aziende perugine e umbre». Una preoccupazione «che si trasforma immediatamente in angoscia quando penso che accanto a ogni lavoratore precario si cela l’esistenza di una famiglia». Questo, il monito di Bassetti, «è uno snodo centrale. Il rapporto tra famiglia e lavoro è la questione in gran parte insoluta della nostra società. Occorre fare di tutto perché non manchi mai il lavoro e il pane sulle mense di tante famiglie». Perché «una persona senza lavoro perde la dignità; mentre una famiglia senza un lavoro perde, a poco a poco, la speranza. Come pastore, e nel nome di san Lorenzo, rivendico con forza la necessità del pane e della grazia: di questo ha bisogno l’uomo».

Oltre alla diffusa precarietà che coinvolge lavoratori e famiglie, a preoccupare il cardinale Gualtiero Bassetti è la condizione di migranti e rifugiati. Nell’omelia per il pontificale di San Lorenzo ha richiamato quanto disse alcuni mesi fa, presentando a Perugia una mostra dedicata proprio a «I Migranti. La sfida dell’incontro»: «Questa sfida va affrontata con una profonda consapevolezza, grande coraggio e immensa carità», senza mai disgiungerle – ha aggiunto – «dalla dimensione della responsabilità: verso chi soffre e chi fugge» come «verso chi accoglie e porge la mano».

Bassetti ha concluso facendo proprio il pensiero di Papa Francesco: «Ribadisco ancora oggi, di fronte alla «piaga aberrante» della tratta di esseri umani, il più netto rifiuto ad ogni «forma di schiavitù moderna». Ma rivendico, con altrettanto vigore, la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge. Proprio per difendere l’interesse del più debole, non possiamo correre il rischio – neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità – di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana». E ha concluso: «Dobbiamo promuovere, come ci insegna il Papa quotidianamente, la cultura dell’accoglienza e dell’incontro che si contrappone a quella dell’indifferenza e dello scarto. Ma dobbiamo farlo con grande senso di responsabilità verso tutti».

Fonte: Sir
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