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Cei: comunicato finale del Consiglio permanente, «tema principale» è il rinnovamento del clero

Il tema principale, sul quale torneranno a confrontarsi i vescovi della Chiesa italiana, riguarda il rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio episcopale permanente, svoltosi nei giorni scorsi a Genova, diffuso oggi. Eccone una sintesi.

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Consiglio permanente a Genova (Foto Sir)

«Dalla formazione iniziale alla paternità episcopale e alla fraternità presbiterale; dalla cura della vita interiore alla carità pastorale»: questi gli aspetti fondamentali della vita del presbitero che verranno approfonditi nell’Assemblea di maggio, che Papa Francesco aprirò anche quest’anno, «a conferma di una disponibilità generosa e attenta». Di «rinnovamento del clero», i vescovi italiani parleranno «a partire dalla formazione permanente, nella consapevolezza che essa risponde non tanto o solo a un’esigenza di qualificazione, quanto alla necessità di approfondire un mistero di vocazione mai pienamente esaurito».

Passare «da una pastorale del campanile a una del campanello», una delle direzioni di marcia, a partire dalla consapevolezza che oggi è in questione «il modello stesso del prete, chiamato a misurarsi con un contesto attraversato da un rapido processo di scristianizzazione». Di qui l’attenzione posta dai vescovi ad alcune dimensioni fondamentali: «Il percorso formativo assicurato dal Seminario, i criteri di ammissione e di valutazione e, soprattutto, l’investimento per educatori di qualità; le modalità con cui esercitare l’autorità episcopale, con l’impegno prioritario a curare la paternità nei confronti dei propri sacerdoti e il loro senso di appartenenza al presbiterio – approdo indispensabile per qualunque riforma –, ambiente vitale di fraternità vissuta in esercizi di comunione, condivisione e corresponsabilità pastorale; la cura della vita interiore sulla base di una regola di vita, dove la fede – il rapporto con Gesù Cristo – rimane la questione veramente essenziale; l’esercizio del ministero – la carità pastorale – quale risposta appassionata di sequela evangelica e di disponibilità a tempo pieno per i reali bisogni della gente».

Immigrazione e accoglienza. «L’urgenza di superare un’informazione allarmistica e ideologica per riconoscere cause, responsabilità e dimensioni di un fenomeno che, insieme a enormi problematiche, porta con sé un contributo di ricchezza per tutto il Paese e, quindi, un reciproco vantaggio»: il Consiglio episcopale permanente della Cei ha affrontato in questi termini le questioni legate all’immigrazione, soffermandosi in particolare «sulla verifica dell’accoglienza nelle diocesi italiane dei richiedenti asilo e dei rifugiati».

Instabilità in medio Oriente. A partire dalla prospettiva indicata dal cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione – si legge nel comunicato finale diffuso oggi – i vescovi  «si sono lasciati interrogare dalle situazioni di instabilità del Medio Oriente e, più ancora, del Nord Africa, facendosi solidali con quanti chiedono protezione internazionale; hanno condiviso la preoccupazione per gli esiti di gestione dei flussi migratori, che segnalano una vera e propria selezione – e, quindi, un’esclusione – di nazionalità; hanno sottolineato la necessità di procedure celeri ed efficaci nell’identificazione e nel ricollocamento in Europa, come anche nella messa a punto di un serio programma di inserimento abitativo e lavorativo». In particolare, è emersa «la condizione dei minori non accompagnati, per i quali ancora si stenta ad avviare percorsi di affidamento in strutture familiari, e quella di quanti si sono visti negare il permesso di soggiorno umanitario: sono persone senza prospettive, che rischiano di cadere in situazione di irregolarità, andando a esporsi a condizioni di insicurezza, irreperibilità e sfruttamento».

Sistema unico per accoglienza profughi. Partendo dalle «accoglienza attive», che nelle strutture ecclesiali coinvolgono oltre 20mila persone e che, quindi, costituiscono un quinto dell’intero sistema di accoglienza in Italia, i vescovi hanno rimarcato «la necessità di giungere a un sistema unico e diffuso, che risponda a standard e procedure comuni e sia sottoposto a verifiche puntuali rispetto ai servizi da erogare e alla trasparenza nella gestione dei fondi»: di qui anche la richiesta, «per l’accoglienza dei rifugiati, di poter attivare un accreditamento da parte di enti e strutture del privato sociale e del no profit». Spazio anche alla questione ambientale, con l’auspicio che la tematica delle trivelle «sia dibattuta nelle comunità per favorirne una soluzione appropriata alla luce dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco».

Trasparenza sui beni della Chiesa. Al Consiglio episcopale permanente sono stati presentati «alcuni criteri essenziali, volti a confermare e rafforzare ulteriormente la chiarezza e la trasparenza nell’amministrazione dei beni della Chiesa». È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, diffuso oggi. In particolare, per quanto concerne l’elargizione di contributi con fondi provenienti dall’otto per mille, «oltre alla necessaria corrispondenza con le finalità previste dalla Legge 222/85, si è evidenziata l’importanza di acquisire il bilancio preventivo e consuntivo della realtà richiedente, a comprova di solidità etica ed economica; il piano di finanziamento e sostenibilità del progetto, per il quale si chiede una compartecipazione economica dell’ente beneficiato, al fine di sollecitarne l’iniziativa responsabile; la necessaria rendicontazione, nonché una documentazione attestante che la realtà destinataria del contributo ne abbia fatto conoscere la provenienza».

Italiani alla Gmg in Polonia. Superano la soglia dei 90mila gli italiani iscritti alla Giornata mondiale della gioventù, in programma a Cracovia dal 26 al 31 luglio: espressione di 170 diocesi, sono accompagnati da 120 vescovi. Sono i «numeri» del comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, in cui si fa presente che i vescovi italiani intendono «collocare l’evento all’interno di una pastorale più ampia e integrata: si tratta di valorizzare la forte dimensione relazione che caratterizza questa convocazione, curarla nella sua preparazione quanto nel ritorno, in modo da coinvolgere i giovani in una significativa esperienza di fede».

La prossima Assemblea. Il Consiglio permanente ha approvato, inoltre, l’ordine del giorno della prossima Assemblea Generale di maggio. Oltre ad affrontare il tema principale, «Il rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente» – a cui saranno dedicate due relazioni e l’approfondimento nei gruppi di studio, finalizzati a mettere a punto alcune proposte operative – essa procederà a «un approfondimento delle linee di gestione in ambito economico e alla revisione delle norme circa il regime amministrativo e le questioni economiche dei Tribunali ecclesiastici». Ai vescovi è stato presentato, infine, il programma del XXVI Congresso eucaristico nazionale che si svolgerà a Genova dal 15 al 18 settembre, con l’invito a intensificare la preparazione delle comunità ecclesiali all’appuntamento. È già disponibile il documento preparatorio (L’Eucaristia sorgente della Missione: «Nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro»), che prima dell’estate troverà formulazione anche in un Messaggio dei vescovi. Il riferimento per sussidi, celebrazioni, catechesi e comunicazioni di carattere contenutistico e organizzativo è la pagina web dedicata all’evento.

Fonte: Sir
Cei: comunicato finale del Consiglio permanente, «tema principale» è il rinnovamento del clero
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