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Conferenza di al Azhar: Bartolomeo II, «religioni credibili solo se promuovono la pace»

«La credibilità delle religioni oggi dipende dal loro atteggiamento verso la protezione della libertà e della dignità umana e dal loro contributo alla pace». Lo ha detto il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I intervenendo alla Conferenza internazionale «Religioni e pace» in corso all’università al Azhar del Cairo, dove questo pomeriggio interverranno anche il grande Iman Ahamd Al-Tayyeb e papa Francesco.

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L'rvento del Patriarca Bartolomeo II alla conferenza di pace del Cairo (Foto Sir)

«Negli ultimi due decenni – ha detto il Patriarca – l’umanità ha sperimentato continui attacchi terroristici, che sono causa di morte e di dolore per migliaia di persone e che stanno diventando la più grande minaccia e fonte di paura per le società contemporanee. Da allora, le religioni sono state spesso sospettate o apertamente accusate di ispirare il terrorismo e la violenza. La nostra vita quotidiana è piena di notizie orribili su attacchi terroristici in nome della religione». Non sono cessati in questi anni gli sforzi compiuti dai leader religiosi per sfatare questo binomio, impegnandosi per il dialogo e la pacifica convivenza. Ma allora perché – chiede Bartolomeo – nonostante le conferenze e le iniziative di pace, siamo testimoni di un aumento della violenza nel mondo? «Come può la comunità mondiale giustificare gli ultimi attentati terroristici di Parigi, Bruxelles, Istanbul, San Pietroburgo, Stoccolma? Come spiegare le guerre e i conflitti armati tuttora in atto in Medio Oriente?».

Bartolomeo richiama a questo punto il «ruolo cruciale» che possono svolgere le religioni. «La religione – dice – può dividere e generare intolleranza e violenza. Ma questo atteggiamento è piuttosto un suo fallimento e non la sua essenza, che è invece quella di proteggere la dignità umana». E incalza: «La verità è che la violenza è la negazione dei credi e delle dottrine religiose fondamentali». Quindi Bartolomeo si rivolge al mondo musulmano: «Con la nostra presenza qui, a questa importante Conferenza, vorremmo opporci almeno a un pregiudizio: l’islam non è equiparabile al terrorismo perché il terrorismo è estraneo a ogni religione». Le sfide – ha concluso Bartolomeo – possono oggi essere «affrontate solo insieme». «Nessuno – né una nazione, né una religione, né la scienza o la tecnologia – può pensare di risolvere i problemi da solo. Il nostro futuro è comune e la via verso il futuro è un viaggio da intraprendere insieme».

Fonte: Sir
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