Vita Chiesa
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Natale 2016, mons. Agostinelli: «Abbiate a cuore la vostra famiglia e quelle a voi vicine»

È tutto incentrato sulla famiglia il messaggio di auguri natalizi del vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, con un richiamo anche alle autorità civil, ad avere «attenzione ai bisogni delle famiglie, specialmente quelle numerose».

Mons. Franco Agostinelli

Dopo aver ricordato come con la nascita di Gesù nasca anche «un nuovo nucleo familiare, composto da Maria e Giuseppe: la Sacra Famiglia, autentica scuola del Vangelo», mons. Agostinelli invita ad aver cura della propria famiglia, così come di quelle a noi intorno. «Quante situazioni di difficoltà e sofferenza si possono nascondere nella porta accanto alla nostra e noi nemmeno ce ne accorgiamo! – scrive nel messaggio - Quest’anno allargate lo scambio degli auguri di Natale, andate oltre amici e parenti. Suonate i campanelli dei vostri vicini di casa e tendete la mano verso tutte quelle persone che vedete ogni giorno, ma con le quali non avete mai scambiato una parola. Non sarà solo cortesia ma l’inizio di una nuova “prossimità”, attiva e feconda».

Ecco il testo integrale del messaggio:

Carissimi, ancora una volta vi scrivo in occasione del Santo Natale, una festa cara a tutti noi perché nonostante le difficoltà e i problemi di ogni giorno, riesce sempre a riempirci il cuore di pace e serenità.

I giorni che ci apprestiamo a vivere sono momenti gioiosi e di condivisione, vissuti principalmente in famiglia. E proprio a quest’ultima intendo rivolgere il mio pensiero nel porgervi il più sincero augurio di Buon Natale. La nascita di Gesù è un evento dirompente e straordinario per la storia dell’umanità, un dono d’amore di Dio per gli uomini e le donne di buona volontà. È questo il significato unico e prezioso che si rinnova ogni anno quando celebriamo la solennità di Natale. La nascita di un bambino è un destino nuovo che si apre, ma è anche l’incarnazione della responsabilità per due genitori. Con l’arrivo di Gesù nasce un nuovo nucleo familiare, composto da Maria e Giuseppe: la Sacra Famiglia, autentica scuola del Vangelo. La loro mirabile testimonianza di accoglienza alla vita e di affidamento alla volontà del Signore, rappresenta un esempio per tutte le nostre famiglie, credenti e non credenti. Per i primi ogni nucleo familiare è chiamato ad essere «chiesa domestica», luogo privilegiato dove «far risplendere le virtù evangeliche», come ci ricorda papa Francesco. Per coloro che non hanno il dono della fede, la famiglia rappresenta allo stesso modo una «speciale comunità» di vita e d’amore. Tali inviti per essere realizzati e portati avanti, non hanno solo bisogno di consapevolezza e impegno da parte dei coniugi, di genitori e figli, ma devono essere incoraggiati e sostenuti da coloro che hanno responsabilità istituzionali, a tutti i livelli.

Non solo la comunità ecclesiale che si riconosce in Cristo, anche la società civile, che ha nella Costituzione il suo più alto punto di riferimento, considera la famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio». E allora, diamo una mano alle famiglie! Nuclei familiari stabili, solidi e tutelati sono fermento di bene, lievito per la società e luce per il mondo. A chi ha il compito di amministrare, programmare e decidere sulla cosa pubblica chiedo attenzione ai bisogni delle famiglie, specialmente quelle numerose.

A tutti voi, cari fratelli e sorelle, rivolgo un invito: abbiate a cuore la vostra famiglia e quelle a voi vicine. Quante situazioni di difficoltà e sofferenza si possono nascondere nella porta accanto alla nostra e noi nemmeno ce ne accorgiamo! Quest’anno allargate lo scambio degli auguri di Natale, andate oltre amici e parenti. Suonate i campanelli dei vostri vicini di casa e tendete la mano verso tutte quelle persone che vedete ogni giorno, ma con le quali non avete mai scambiato una parola. Non sarà solo cortesia ma l’inizio di una nuova «prossimità», attiva e feconda. Come si addice ad ogni buon cristiano e buon cittadino.

Infine un saluto e un augurio ai più piccoli. Natale è la loro festa. Tocca a noi adulti non renderlo solamente un appuntamento effimero e luccicante. I segni della nostra tradizione, mi riferisco in particolare al presepe, la stella e i canti natalizi della liturgia, sono strumenti importanti per dare un senso alla gioia dei festeggiamenti. Spiegate ai bimbi qual è il loro significato e siate orgogliosi di far festa nel nome del Signore nostro Gesù.

Vi saluto con affetto augurandovi pace, gioia, serenità e coraggio.

Franco Agostinelli, vescovo di Prato

Natale 2016, mons. Agostinelli: «Abbiate a cuore la vostra famiglia e quelle a voi vicine»
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