Vita Chiesa
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Sinodo Valdese: mons. Spreafico (Cei), «uniamoci nel comune impegno per il dialogo e la pace»

Il saluto di monsignor Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana al Sinodo Valdese, che si è aperto oggi a Torre Pellice.

Sinodo Valdese (Agenzia Nev)

Percorriamo tempi difficili in cui risuona forte la chiamata «a unirci nel comune impegno per il dialogo e la pace, perché rendiamo possibile la convivenza e lo sviluppo armonico del nostro Paese e del mondo intero». Lo ha detto oggi pomeriggio monsignor Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale italiana, nel saluto rivolto al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi (Torre Pellice, 21-26 agosto). Un intervento accolto calorosamente dai 180 sinodali, nel quale Spreafico ha ricordato i suoi legami personali con il mondo protestante italiano: dalla predicazione del pastore Valdo Vinay al suo periodo di insegnamento della lingua ebraica presso la Facoltà valdese di teologia di Roma. I tempi difficili a cui Spreafico ha fatto riferimento sono quelli del terrorismo e della violenza che «uccidono e dividono e fanno anche crescere la paura e la distanza. Emerge nella quotidianità uno spirito di eccessiva quanto inutile contrapposizione, di egoismi che si fronteggiano, di interessi che non tengono conto del bene comune, per non parlare della corruzione e della criminalità organizzata che si impadroniscono di ricchezze non dovute a scapito di un benessere generale».

In questo contesto le «vittime maggiori rischiano di essere i poveri, a cominciare dai profughi che giungono numerosi nel nostro paese, uomini e donne che fuggono da guerre e terrorismo, come i siriani, ma anche da paesi dove povertà e catastrofi naturali sono la conseguenza di politiche di ingiusto arricchimento e da insensate distruzioni di territori e sfruttamento di risorse ormai limitate. L’amore per i poveri, come quello per gli stranieri e i profughi, la salvaguardia del creato, nostra casa comune, sono oggi il banco di prova di questo spirito che ci unisce e ambiti importanti su cui lavorare insieme». A questo proposito monsignor Spreafico ha citato il progetto pilota dei corridoi umanitari promosso dalla Fcei e della Chiese metodiste e valdesi insieme alla Comunità di Sant’Egidio, definendolo «un segno profetico e un modello che si dovrebbe imitare altrove».

Il presule ha poi ricordato il convegno sui cinquecento anni della Riforma protestante organizzato dalla Cei, con la collaborazione delle chiese evangeliche appartenenti alla Fcei, per il prossimo novembre a Trento. «Grazie per il vostro contributo a questo momento – ha dichiarato – che riteniamo essere un ulteriore passo verso una comprensione più profonda del cammino di questi cinquecento anni, che pur ci hanno visti divisi, nell’adesione al nostro unico maestro e Signore, Gesù Cristo».

Infine, Spreafico ha voluto pubblicamente ringraziare mons. Debernardi, vescovo di Pinerolo prossimo all’emeritazione, per l’impegno profuso nel «costruire» con i valdesi «percorsi che avvicinano tanti che in questa terra già sperimentano quotidianamente una comunione di vita pur appartenendo a chiese diverse».

Fonte: Sir
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