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Terra Santa: Patriarca Twal, lettera di saluto alla Chiesa patriarcale di Gerusalemme

Si intitola «Azione di grazia e ringraziamenti» l'ultima lettera pastorale del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, con cui saluta il nuovo amministratore apostolico, padre Pizzaballa.

Percorsi: Gerusalemme - Terrasanta
Parole chiave: Fouad Twal (53)
Terra Santa: Patriarca Twal, lettera di saluto alla Chiesa patriarcale di Gerusalemme

«Le condizioni generali del nostro paese e l’intera regione necessitano di una revisione e di un nuovo inizio. E lo stesso vale per le nostre Chiese. Abbiamo bisogno di un momento di riflessione, come singoli e come comunità. Questo è un tempo di grazia che accogliamo dalle mani di Dio e della Chiesa. L’accogliamo nella persona dell’amministratore apostolico venuto a sostenerci nella nostra preghiera per preparare il nostro futuro come paese e come Chiesa patriarcale». È un passaggio dell’ultima lettera pastorale del patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, dal titolo «Azione di grazia e ringraziamenti» in cui il patriarca uscente saluta il nuovo amministratore apostolico, nella persona di padre Pierbattista Pizzaballa. Una persona, si legge nel testo, che tra i suoi compiti ha anche quello di «preparare la nomina del nuovo patriarca. Padre Pierbattista conosce le condizioni difficili e i bisogno della nostra terra e della nostra diocesi», in forza dei suoi 12 anni trascorsi come custode.

«Dopo aver salutato i fedeli e tutte le persone che a vario titolo hanno collaborato con lui negli anni del Patriarcato, Twal ribadisce che «con la collaborazione e l’amore, ciò che sembra impossibile diventa possibile» e che «quello che ci sembrava essere una sorpresa e un passo indietro è, agli occhi di Dio, una grazia e un passo in avanti nella prosecuzione della nuova fase iniziata durante l’amministrazione del nostro Patriarcato. Per Dio nulla è impossibile». Circa la durata del mandato dell’amministratore, Twal scrive che «questo dipenderà dalla nostra collaborazione e dal nostro amore gli uni per gli altri. Possiamo fare quello che vogliamo, se facciamo ciò che bisogna fare, e se amiamo come Dio vuole che ci amiamo. Con la grazia di Dio, siamo in grado di amare; possiamo fare la sua volontà e quella della Chiesa universale, cioè un passo sempre avanti. Essa dipende dalla nostra fedeltà a Dio e al nostro sacerdozio. Sono certo – conclude Twal – che sarete in grado di vivere l’amore e il servizio sull’esempio di Cristo».

Fonte: Sir
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