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40° CARITAS: CARD. SARAH (COR UNUM), AIUTARE OCCIDENTE A SUPERARE LOGICA DELL’UTILE

(Fiuggi, dall’inviata SIR) – La crisi finanziaria in Occidente “ha le sue radici in una crisi culturale, etica e spirituale. Dobbiamo aiutare il nostro occidente a ritrovare un afflato che lo aiuti a superare la pura logica dell’utile, dello strumentale, dell’immediato, del materialismo, per aprirsi ad una visione più completa dell’uomo”. Lo ha detto il card. Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, parlando ai 600 partecipanti al 35° convegno nazionale delle Caritas diocesane che si chiude oggi a Fiuggi. In questo contesto, ha proseguito, “dobbiamo occuparci delle cosiddette ‘nuove povertà’ legate all’attacco che le società occidentali stanno portando contro tutta la legge morale, contro la vita, la famiglia, il matrimonio e la dignità della persona umana”. Il card. Sarah ha anche messo in guardia gli operatori Caritas contro “il rischio di rendere il servizio della carità una semplice professione”. Questo non significa “non essere professionali e competenti – ha precisato -, ma che bisogna metterci il cuore”, dunque la fede”. “E’ l’approccio personale a qualificare l’attività caritativa della Chiesa”, ha aggiunto il presidente del dicastero vaticano, riconoscendo “con gratitudine l’impegno di Caritas Italiana in questo senso”, la quale “ha aiutato molte Caritas nel mondo a ritrovare questo afflato pastorale”. Il card. Sarah nel suo intervento ha parlato dell’importanza della cooperazione tra le Chiese, tracciando una panoramica della situazione nei continenti. L’Africa, ad esempio, “suscita preoccupazione e speranza”: “E’ un continente segnato ancora da conflitti – ha detto -, tragedie umanitarie, corruzione, ma anche da una grande energia, da vitalità ecclesiale, da una cultura, anche umana, fondamentalmente sana, che può aiutare anche l’Europa e la Chiesa in Europa a ritrovare quella freschezza e quel dinamismo che a tratti ci mancano”. L’America Latina, invece, “ha visto crescere molto il suo benessere, ma persistono gravi differenze sociali”, mentre la Chiesa “si deve confrontare con regimi che, in nome del passato, la reputano un corpo estraneo alla società latinoamericana”. In Asia “la Chiesa è una minoranza di fronte alle grandi religioni come l’islam, l’induismo, il buddismo, con le quali si confronta da 5 secoli”. “Tuttavia – ha osservato – ha una credibilità ben superiore alla sua esiguità numerica, perché è ricca in opere di carità senza alcuna ombra di discriminazione”. In Medio Oriente e Nord Africa, ha proseguito il card. Sarah, “si concentrano conflitti a sfondo mondiale, con ricadute dolorose per le Chiese e le Caritas di quei Paesi, come l’esodo dei cristiani, la persecuzione religiosa, l’incertezza del futuro”. (Sir)