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Opera La Pira, lo «spirito de La Vela» per costruire la pace

Anche questa estate oltre 100 giovani di 11 paesi diversi (tra cui, oltre agli italiani,  africani, palestinesi, israeliani e russi) hanno fatto un’esperienza forte di amicizia e di condivisione nel Campo internazionale, organizzato dall’Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira» al Villaggio La Vela di Castiglione della Pescaia. Al termine hanno approvato un documento sul tema del campo: «Leggere i segni dei tempi. Storie di generazioni in cammino» (testo integrale).

Il gruppo del Campo internazionale all'interno di San Galgano

«Ci impegniamo a preservare, condividere e mettere in pratica “lo spirito della Vela”; nelle nostre famiglie, con i nostri amici, nelle nostre comunità e nei nostri paesi di origine per fare sì che si crei il nostro futuro di speranza e di pace» («We commit ourselves to safeguard, share and foster the “La Vela Spirit” in our families, with our friend and communities, in our countries of origin, so to make our peaceful and hopeful future happen».

Si conclude così il documento finale (testo integrale) del Campo Internazionale svoltosi dal 10 al 21 agosto al Villaggio «La Vela» a Castiglione della Pescaia. Un’esperienza durante la quale più di 100 giovani provenienti da 11 nazioni sparse nel mondo, dal Mali a Israele, dai Territori Palestinesi alla Russia, hanno vissuto un’esperienza di comunità, condivisione e riflessione seguendo lo spirito che da anni anima il Villaggio.

I giovani oltre ai necessari momenti di svago per l’unione e l’interazione hanno partecipato a incontri e meeting inerenti il tema che guidava la riflessione interna al campo ovvero «Reading the Signs of time, Stories of Walking Generations».

Durante il Campo sono intervenuti Silvia Pezzolli, docente di sociologia delle comunicazioni presso l’Università degli Studi di Firenze; l’ex vice ministro degli Esteri Mario Giro; Massimo Toschi, consigliere politico per gli affari internazionali del presidente della Regione Toscana e Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia.

I relatori hanno lanciato numerosi spunti, trattando il tema del rapporto fra generazioni nella dimensione sia personale che sociale e globale, che i partecipanti hanno poi sviluppato singolarmente in sottogruppi dove gli stessi erano divisi per implementare al massimo la multiculturalità dei partecipanti e la diversità e ricchezza delle riflessioni a essi interne. Per dare una dimensione totale alla globalità dell’evento non si può dimenticare gli eventi trainanti delle cene che le delegazioni del Medio-Oriente, degli Studenti africani e della Russia hanno preparato insieme all’aiuto di ragazzi italiani e che dagli stessi sono stati poi animate e nemmeno si può tralasciare i momenti di condivisione interreligiosa come la celebrazione del Kiddush o la Preghiera del Venerdì, il tutto culminato in un incontro comune tenuto da i rappresentanti di tutte le religioni presenti al campo, padre Giancarlo Bruni, l’ex rabbino di Firenze Joseph Levi, l’Imam di Firenze Izzeddin Elzir e il Diacono della Chiesa Ortodossa Alekseji Gontarchuk.

Il risultato di questa esperienza è ben delineato, appunto, nel documento finale scritto dai rappresentanti di tutte le delegazioni, l’appello forte e preciso è rivolto a tutti i partecipanti, invitati a essere un seme di rispetto e un faro di tolleranza anche e soprattutto nella loro vita quotidiana diffusi in tutto il mondo; affinché vedano nelle altre generazioni non un qualcosa di distante e ostile ma solo un prossimo con cui confrontarsi e dialogare in uno spirito di comunione fraterna e rispetto reciproco.

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