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FUNERALI TUCCILLO: PELVI (OMI), ITALIA SOSTENGA POPOLI DESIDEROSI DI DEMOCRAZIA

Parole chiave: vincenzo pelvi (17), militari (131), afghanistan (136)

“Gaetano fa parte di quella lunga schiera di persone che partono perché vogliono proteggere la Patria e il bene comune. Nella sua esperienza cristiana aveva compreso che l'amore vero è gratuito, perciò difficile”. Con queste parole l'arcivescovo ordinario militare per l'Italia (Omi), mons. Vincenzo Pelvi, ha ricordato il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, ucciso in Afghanistan il 2 luglio, e del quale oggi si sono svolti i funerali solenni a Roma. “Gaetano – ha detto il vescovo castrense - era convinto che l'uomo afghano esiste non come uno fra i tanti, ma in quanto uomo unico, eppure, in tutto simile a noi. Gaetano ci ha insegnato che è possibile accogliere il fratello come un dono. Non come un rivale o un nemico. Accogliere il fratello con tutti i suoi bagagli, compreso il bagaglio più difficile da far passare alla dogana del nostro egoismo: la sua carta d'identità. Si, perché accogliere significa avere la forza di non soffermarsi su quell'egoismo che spesso definiamo sicurezza. La pace – ha aggiunto -, prima che traguardo, è cammino”. Secondo mons. Pelvi “l'Italia deve rispondere alla propria vocazione di apertura agli altri, sapendo che questa è la prova di maggiore saggezza e realismo che possiamo dare”.
"Il nostro Paese – ha spiegato - ha realizzato un lungo cammino dall'Unità a oggi ed è riuscito a comporre tante lacerazioni e contraddizioni, con la partecipazione di tutte le componenti sociali. Oggi, però, corriamo un rischio serio, che ci si possa accontentare di ciò che abbiamo, considerandoci degli arrivati, chiudendoci in un isolamento egoistico di fronte alle novità che maturano”. “L'Italia – ha continuato il presule - vuol fare la sua parte sostenendo altri popoli desiderosi di partecipare ai benefici dello sviluppo e conquistare spazi di libertà e democrazia. Un movimento così grande presenta dei rischi, può avere dei lati oscuri, non garantisce esiti positivi, ma per affrontarlo non si possono chiudere gli occhi, perché esso ha un segno che prevale sugli altri”. “Interi popoli emergono da una condizione di passività e subalternità storica, vogliono veder riconosciuti i propri diritti, partecipare a una più equa distribuzione delle risorse del pianeta. E' avvenuto altre volte nella storia, e per questo motivo – ha concluso mons. Pelvi - occorrono risposte positive per evitare che si affermino nuove forme di oppressione, discriminazioni civili e religiose”. Oggi pomeriggio a Nola verranno celebrati i funerali in forma privata, presieduti dal vescovo Beniamino Depalma. Con il caporalmaggiore Tuccillo salgono a 38 le vittime italiane in Afghanistan dal 2004.
Sir

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