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Dal n. 31 del 10 settembre 2006

Partito dei pedofili, Olanda apripista?

Caro Direttore,
con stupore abbiamo appreso che nella tollerante Olanda, nonostante le forti proteste di associazioni e cittadini, il partito dei pedofili è stato considerato legittimo. Questa è la dimostrazione che in nome della libertà di espressione e di comportamento personale si può arrivare a cose aberranti come questa.

Se la deriva verso l'egoismo individuale in alcuni paesi europei è più accelerata che da noi non ci consola certo il fatto che in Italia facciamo di tutto per non restare indietro.
Fernando Cabildo

Sì, caro Cabildo, un tribunale dell'Aja ha stabilito che «Amore, libertà, diversità», il partito pedofilo olandese «ha lo stesso diritto a esistere di ogni altro partito politico»: quindi non sarà bandito, come richiedevano alcune associazioni impegnate nella lotta alla pedofilia, potrà presentarsi alle elezioni fissate per il 22 novembre prossimo e, se raccoglierà almeno 60 mila voti, sarà rappresentato in Parlamento. Il programma del Pnvd – questa è la sigla – è estremamente chiaro e – oltre ad alcune... amenità come «poter girare nudi ovunque» – propone: legalizzazione della pedo-pornografia, non più punibili i rapporti sessuali di adulti con ragazzi a partire dai dodici anni, maggiore età a sedici anni con il diritto a partecipare a produzioni pornografiche.
E così in Olanda è caduto con questa sentenza l'ultimo valore che pensavamo condiviso, anche se purtroppo spesso tradito: l'inviolabilità dell'infanzia, già calpestata del resto dalla decisione del Parlamento di rendere legale l'eutanasia infantile.
La decisione sul Pnvd ha suscitato nel nostro Paese reazioni e prese di posizione anche molto forti. L'Istituto degli Innocenti di Firenze – in forza del proprio impegno plurisecolare – ha lanciato un appello al Governo italiano e all'Unione europea perché sia fermato il partito filopedofilo in Olanda e venga rispettata la Convenzione Onu sui diritti dei fanciulli e ha invitato tutte le associazioni e i singoli cittadini a far sentire la loro voce. Appello a cui ha aderito prontamente la Regione Toscana che per bocca del Presidente Martini ha dichiarato che con queste decisioni «non si tutelano affatto i diritti dei minori, ma si mette in pericolo la loro integrità fisica e psichica. Penso che tutti coloro che hanno a cuore i diritti dei bambini debbano contrastare quanto stabilito dal tribunale dell'Aja».
Quanto accaduto in Olanda deve farci riflettere. Certe decisioni, che sono veramente l'estrema deriva culturale e morale, prima ancora che politica, vengono da lontano e si radicano in una tendenza, presente anche in Italia e portata avanti da gruppi per ora minoritari ma forti, in base alla quale i desideri individuali, anche i meno nobili, devono diventare diritti riconosciuti. È questo principio che va contrastato con forza.
C'è poi un'osservazione che ci tocca come comunità cristiana. L'Olanda ha alle spalle una solida tradizione religiosa e si distingueva in un passato non lontano per una comunità cattolica molto vivace, anche perché a contatto con una altrettanto vivace comunità protestante. Moltissimi sono i missionari olandesi che hanno portato il Vangelo in varie parti del mondo. Ora i cattolici sono una piccola minoranza poco incisiva, molte parrocchie non esistono più e tanti edifici sacri sono diventati negozi o ristoranti. La frequenza alla Messa si aggira sul 3-5%.
Questo ci insegna e ci ammonisce che le radici cristiane hanno sempre bisogno di essere rinnovate e vivificate e che di sola tradizione non si vive.

MINORI: ISTITUTO INNOCENTI, UE BLOCCHI PARTITO FILOPEDOFILI

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