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Brexit: Juncker, «no deal ipotesi sempre più verosimile. Ora tutto dipende da Londra»

Per il presidente della Commissione europea «Il no deal è una ipotesi sempre più verosimile». May incontra Corbyn, «divorzio» dall'Ue più soft? Ecco cosa scrivono i giornali inglesi.

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La May con Juncker in un incontro a Bruxelles (Foto Sir)

(Bruxelles) «Il no deal è una ipotesi sempre più verosimile». Lo afferma a chiare lettere Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, mentre a Londra governo e parlamento britannici non riescono a trovare un accordo per un recesso ordinato dall'Unione. Juncker interviene nell'emiciclo dell'Europarlamento, che apre la plenaria (3-4 aprile) concentrandosi sull'affare-Brexit.

Juncker ripercorre ancora una volta le tappe che hanno portato al Brexit e sottolinea l'incapacità delle autorità del Regno Unito di decidere in materia: ovvero conferma dell'accordo sottoscritto tra il governo inglese e l'Ue, oppure ‘no deal' (divorzio senza regole), o, ancora, secondo referendum. O, ultima ipotesi, abbandonare il Brexit e restare nell'Ue. «Siamo pronti a negoziare i rapporti futuri tra Ue e Regno Unito dopo che saranno decise le modalità del recesso», dice il capo dell'esecutivo. «Ma ora tutto dipende» da Londra; «il Consiglio europeo ha dato alle autorità inglesi tutto il tempo per decidere», eppure l'impasse rimane. Juncker ricorda come l'Ue si sia preparata al ‘no deal', «per tutelare i cittadini e i loro diritti, per far sì che gli aerei possano decollare, per non intralciare l'attività di pesca marittima, per garantire le cooperazioni di polizia, per evitare turbative dei mercati finanziari».

«May incontrerà Corbyn per affrontare lo stallo sul Brexit». Il sito della Bbc si apre con l'annuncio dell'incontro, tra poche ore, tra la premier Theresa May e il leader dell'opposizione laburista Jeremy Corbyn. L'emittente britannica spiega che il primo ministro ha cambiato strategia ed è disposta ad accantonare l'accordo che ha firmato con Bruxelles lo scorso novembre per una forma più leggera del Brexit che mantenga il Regno Unito dentro l'unione doganale. Proprio quello chiesto dai Labour. Una strategia giudicata un tradimento dal «Daily Telegraph», quotidiano vicino al partito conservatore, che titola, a tutta pagina, «Il Gabinetto sostiene il no deal ma la May, invece, si rivolge a Corbyn».

 Quattordici ministri di Gabinetto, durante le otto ore di incontro di ieri, hanno, infatti, dichiarato di favorire un'uscita senza accordo dalla Ue, il prossimo 12 aprile. La premier avrebbe ignorato questa maggioranza e seguito la sua strada benché sostenuta soltanto da dieci colleghi. A questa spaccatura dentro il partito conservatore, che potrebbe provocare dimissioni e la fine del governo, sono dedicati quasi tutti i titoli di tabloid e degli altri giornali. «May infiamma la guerra civile nel partito Tory aprendo la strada a una forma più soft di Brexit», titola il «Financial Times». Mentre il vendutissimo «Sun», da sempre nell'area conservatrice, prende in giro la premier, fotografata accanto a una lampadina, e le chiede: «Ti sembra un'idea intelligente chiedere aiuto a Corbyn?».

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