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Omosessualità sovraesposta e società naturale fondata sul matrimonio

 Da Bersani a Cecchi Paone a Cassano, tutte le occasioni sono buone per tornare a parlare dell'omosessualità. Anche il nostro Consiglio regionale è tornato sul tema dando involontariamente l'opportunità all'assessore Cristina Scaletti di riaffermare «convintamente» la scelta di concedere il patrocinio della Regione al primo «Toscana pride» che il prossimo 7 luglio a Viareggio riunirà, come si legge in un comunicato ufficiale della Giunta regionale, il «popolo lgbtqi (lesbiche, gay, bisex, transex e intersesso)».

DI ANDREA FAGIOLI

Parole chiave: gay (61), coppie gay (62), coppie di fatto (36), matrimonio (93)

di Andrea Fagioli

Da Bersani a Cecchi Paone a Cassano, tutte le occasioni sono buone per tornare a parlare dell'omosessualità. Anche il nostro Consiglio regionale è tornato sul tema dando involontariamente l'opportunità all'assessore Cristina Scaletti di riaffermare «convintamente» la scelta di concedere il patrocinio della Regione al primo «Toscana pride» che il prossimo 7 luglio a Viareggio riunirà, come si legge in un comunicato ufficiale della Giunta regionale, il «popolo lgbtqi (lesbiche, gay, bisex, transex e intersesso)».

Il primo dato, pertanto, è che la questione è sovraesposta. Bastano le affermazioni dell'opportunista di turno per montare e far montare casi, complici giornalisti che dovrebbe avere un po' più di rispetto se non per gli altri almeno per se stessi e la loro professione. Fatto sta che una risposta da «Bar Sport» (sbagliata, ma sincera) finisce per fare più notizia (di gran lunga) dei milioni di fedeli radunati intorno al Papa per festeggiare la famiglia, quella per noi vera, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna.

Anche alcuni nostri lettori, però, a testimonianza della cortina fumogena che sovrasta questa materia, ci criticano da fronti opposti perché insistiamo nel dire no ai matrimoni gay, mentre dichiariamo degne di attenzione, da un punto di vista strettamente civile, quelle coppie eterosessuali non sposate ma stabili e con figli.

Vogliamo ribadire ancora una volta, forti di documenti a suo tempo prodotti anche dai vescovi della Toscana, che la famiglia, «società naturale fondata sul matrimonio», deve essere adeguatamente valorizzata, sostenuta e favorita dalle Istituzioni e non può mai essere equiparata ad altre forme di convivenza, non per un discorso confessionale, ma perché riveste «un ruolo essenziale nel cammino della nostra società» in quanto primaria esperienza della socialità umana, luogo naturale per la procreazione e l'educazione dei figli, esperienza privilegiata di solidarietà tra le generazioni.

Con questo non si nega che il legislatore debba tener conto di situazioni nuove. Le convivenze però esprimono una tipologia molto varia e non hanno nei fatti una natura omogenea: «Altro, ad esempio, è l'unione tra un uomo e una donna, tanto più se hanno figli, altro è l'unione di persone omosessuali». Proprio questo rende impossibile una disciplina unitaria pur non mettendo in discussione «i diritti-doveri inalienabili e costituzionali di ogni persona».

Certe forme di convivenza vanno considerate, ma nell'ottica dei diritti personali e lasciate al diritto civile e alla valutazione dei giuristi. Potrebbe essere un esempio quello che è successo per Viareggio dove alla convivente di una delle vittime del disastro ferroviario, vista l'eccezionalità del caso, è stata riconosciuta l'elargizione in un primo tempo negata in quanto il convivente non aveva ultimato le pratiche di divorzio. Sarebbe bastato non rivendicarlo subito come un significativo passo in avanti sulla strada di un indiscriminato riconoscimento delle coppie di fatto. Cosa che invece hanno fatto in tanti.

Omosessualità sovraesposta e società naturale fondata sul matrimonio
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Francesco 27/06/2012 00:00
Gentilissimo dott. Fagioli, mi permetto di cominciare con un aneddoto: quando leggevo Topolino ricordo che una regola del Papersera era "Cane che morde uomo non fa notizia, uomo che morde cane fa notizia" oppure "Guardia che insegue ladro non fa notizia, ladro che insegue guardia fa notizia".
Non deve stupire che l'omosessualità faccia notizia, giornali e televisioni sono alla ricerca di qualcosa sempre nuovo per attirare ascolti. Il problema credo sia chiedersi "Quale Omosessualità" fa notizia, cioè chi sono le persone che la "mamma televisione" ci presenta come icone gay.
Per quanto mi riguarda ho un paio di vecchi compagni di studi omosessuali. Non hanno mai mostrato pubblicamente la loro omosessualità, anche se essendo belle persone, fisicamente e umanamente, preparate, sane, studiose facevano sorgere qualche interrogativo sul perchè continuassero ad essere single, o, meglio, senza una donna. Se glieli faccio conoscere non direbbe che sono gay. Eppure lo sono. Sentendo in confidenza raccontare la loro storia ora che sono entrambi accompagnati e più sereni che in passato, con relazione stabile che dura in un caso da 5 e nell'altro da 8 anni, si capiscono i periodi di sofferenza passati. E si capisce che quell'essere in profondità omosessuali gli ha caratterizzati fin dall'età dell'adolescenza se non prima.
Uno in particolare ha frequentato scuole religiose fino alle medie, entrambi sempre la parrocchia fino all'università. Uno è stato catechista insieme a me. Non si tratta di omosessuali sovraesposti. Non si tratta di Cecchi Paone o di Cristiano Malgioglio, E non hanno scelto loro di mandare alla ribalta queste persone. Ma ne pagano le conseguenze d'immagine, come se tutti i gay fossero come quelli che si vedono in tv. Il discorso sarebbe lungo. Mi premeva solo ricordare che come spesso succede, "paga il giusto per il peccatore" se anche un giornale serio come Toscana Oggi dice che l'amore tra due persone dello stesso sesso non è amore vero. Sarà diverso, diversamente orientato, con finalità diverse. Ma, come mi disse a una cena un vecchio commerciante di Firenze "ho 75 anni e non faccio più sesso da non ricordo quanto! Eppure sono ancora omosessuale, e dopo tutti questi anni nessuno ha ancora saputo spiegarmi il perchè!".

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