Toscana
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Dal n. 43 del 3 dicembre 2006

Ilaria, la cooperativa che porta il gelato in Cina

Un'azienda in crisi. Come ce ne sono tante. Un'azienda che chiude. Purtroppo anche questo non è un caso isolato. Sulle ceneri della vecchia azienda nasce una cooperativa. Ecco l'idea originale che da lavoro a 14 soci dipendenti. Questa, in estrema sintesi, è la storia della cooperativa Ilaria (Industria lucchese arredamenti, refrigerazione, impiantisca e affini) di Guamo (Lucca) che produce e commercializza banchi frigo. Nei giorni scorsi è stata inaugurata di fronte alle autorità. E ha potuto presentare il suo ottimo stato di salute con commesse di lavoro che arrivano anche dalla Cina.
DI SIMONE PITOSSI

Ilaria, la cooperativa che porta il gelato in Cina

di Simone Pitossi
Un'azienda in crisi. Come ce ne sono tante. Un'azienda che chiude. Purtroppo anche questo non è un caso isolato. Sulle ceneri della vecchia azienda nasce una cooperativa. Ecco l'idea originale che da lavoro a 14 soci dipendenti. Questa, in estrema sintesi, è la storia della cooperativa Ilaria (Industria lucchese arredamenti, refrigerazione, impiantisca e affini) di Guamo (Lucca) che produce e commercializza banchi frigo.

Nei giorni scorsi è stata inaugurata di fronte alle autorità. E ha potuto presentare il suo ottimo stato di salute con commesse di lavoro che arrivano anche dalla Cina. «Ilaria» è associata a Confcooperative e nasce sulle ceneri della Cooperativa operai frigoristi (Cof), fondata nel 1945. Produzione di alta qualità e buone politiche commerciali hanno portato il marchio Cof a diffondersi ed affermarsi come leader sul mercato italiano ed europeo. Nel 1976 la struttura si consolida con il definitivo trasferimento a Guamo in una sede, che tra terreni e capannoni aveva una dimensione di oltre 20 mila metri quadrati.

Nel 1990 l'azienda passa al Gruppo Ali ma il fallimento di alcune iniziative del gruppo si ripercuote anche sulla Cof, che costretta ad abbandonare alcune produzioni, interrompe i contatti commerciali con gruppi importanti come Sammontana e Unilever, le cui commesse verranno acquisite da aziende concorrenti. Così siamo al 2000, quando l'azienda viene acquisita dal Gruppo Isa che progressivamente dismette sia le produzioni che il patrimonio immobiliare. E arrivano i giorni degli scioperi dei 54 dipendenti.

Nel 2005 viene comunicata la volontà di trasferire il sito produttivo di Lucca a Bastia Umbra e a Suzzara, sedi dell'azienda capogruppo e di una divisione produttiva. È la fine. E invece no. Questo è solo l'inizio di un sogno. Un sogno divenuto un progetto ambizioso. «Il sogno – spiega il presidente della cooperativa Ilaria Roberto Guidotti – è iniziato in uno dei momenti più difficili della nostra vita, umana e professionale, in quel momento ci siamo chiesti se volevamo chiudere con questo mondo o se volevamo cogliere una difficoltà e trasformarla in opportunità, costruire un'azienda sfruttando tutta la nostra professionalità e le nostre conoscenze. Come spesso accade quando si tocca il fondo si osa di più, si ha più coraggio ed il sogno può diventare un progetto».

E il progetto è diventato realtà. Infatti, il 3 dicembre sarà aperta la prima gelateria – frutto dell'accordo fra Ilaria e «Legian» del gruppo Carmassi – a Shanghai, in Cina. Ne seguiranno altre 70 in tutto il Paese e porteranno, come spiega Guidotti, «con la dolcezza del gelato, la sfida del “saper fare operaio” della Toscana e dell'Italia, nel cuore del gigante asiatico».

Ma quella cinese non sarà l'unica sfida. Altre commesse sono già in cantiere e riguardano sia la Toscana, che l'Italia e il Vecchio Continente. «In fondo – conclude il presidente Guidotti – anche la vecchia Cof (Cooperativa operaia frigoristi), nata nel 1945 era una cooperativa, che aveva potuto crescere e affermarsi in Italia e in Europa, fino a raggiungere nel vecchio stabilimento di Guamo una superficie di 20 mila metri quadrati, grazie alla qualità indiscussa dei suoi prodotti. Oggi ripartiamo come cooperativa, il nostro capitale sociale è rappresentato dal nostro entusiamo e dalla professionalità, quella professionalità che ha costruito il nostro successo e ci faceva sentire orgogliosi del nostro lavoro come dipendenti della Cof».

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Anna Cicutto 08/06/2009 00:00
salve,ho sentio della vostra storia su report e mi sono interessata.Ho una curiosità da chiedervi:avete acqistato la fabbrica con un vostro apporto personale di denaro o l'avete semplicemente occupata ed avete coninuato a lavorarvici?
Cmq sia vi faccio i miei complimenti,tante persone dovrebbro prendere il vostro esempio.Spero che chi saprà rispondermi lo faccia qui su questo sito
saluti Anna

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