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KOSOVO, VINCE RUGOVA NONOSTANTE BOICOTTAGGIO ELEZIONI DA PARTE DEI SERBI

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Vince la Lega Democratica del Kosovo, il partito di Ibrahim Rugova, che, con il 45,3% delle preferenze, si conferma la prima forza politica della regione. Ma vince soprattutto il “partito dell'astensione” che è cresciuto di ben tredici punti percentuali: alle urne, infatti, si è recato solo il 53% degli aventi diritto contro il 66% del novembre 2001.

Il partito del boicottaggio, guidato dalla Chiesa ortodossa serba e dal primo ministro di Belgrado Vojslav Kostunica, si è imposto soprattutto fra i serbi del Kosovo che hanno disertato in massa i seggi elettorali: meno dell'1% degli elettori si è recato a votare. Il significato del “non voto” lo ha spiegato Radmila Trajkovic, esponente del Consiglio nazionale serbo: «Ora almeno è chiaro che, quando si parlerà di negoziati, la comunità internazionale e i kosovari avranno come controparte Belgrado e sette milioni di serbi». Pronta la replica di Oliver Ivanovic, uno dei leader serbo-kosovari contrari al boicottaggio: «Belgrado oggi è un partner senza forza né credibilità internazionale: questo li porterà, prima o poi, a cedere, davanti ai soldi o sotto la pressione delle sanzioni e il Kosovo otterrà l'indipendenza prima di quanto gli stessi albanesi si attendano».

L'argomento centrale di tutta la campagna elettorale –filata via senza alcun incidente di rilievo -, infatti, è stato soprattutto il futuro del Kosovo, attualmente amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite: l'Assemblea eletta sabato scorso da giugno prossimo sarà chiamata a partecipare ai negoziati che definiranno lo status definitivo della regione. Per Rugova non ci sono dubbi: «Si tratterà solo di riconoscere formalmente l'indipendenza del Kosovo».

Ma il leader dell'LDK, adesso, si trova di fronte al compito di costruire una maggioranza nell'Assemblea del Kosovo: logica vorrebbe un'alleanza con ORA, la lista elettorale lanciata dall'editore Veton Surroj che ha conquistato il 6,2% dei consensi. Ma secondo l'analista albanese kosovaro Baton Haxhiu «è difficile che si realizzi vista l'avversità personale fra i due». Più probabile, quindi, una “strana” alleanza fra LDK e AAK, il partito nazionalista di Haradinaj, attestatosi attorno all'8,3%. Se così fosse, resterebbe all'opposizione il PDK (28,7%) di Hashim Thaci e del premier uscente Bajram Rexhepi.

Il tutto con sullo sfondo quel 47% di astenuti – dato per il momento passato quasi sotto silenzio da analisti, politici e comunità internazionale - che non può essere spiegato solo con il boicottaggio della minoranza serba.
Francesco Paletti

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