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Morte di Astori, il cordoglio del card. Betori e della Diocesi di Firenze

Grande tristezza e dolore per l’improvvisa morte a 31 anni, del capitano della Fiorentina, Davide Astori, avvenuta in nottata in un albergo di Udine, dove si trovava in ritiro. L’Arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, che lo aveva incontrato di recente con il resto della squadra, ha subito espresso il cordoglio e la partecipazione al dolore della famiglia e dei suoi compagni di squadra.

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L'home page della Fiorentina con la triste notizia

L'Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori – si legge in una nota della Diocesi di Firenze - «esprime cordoglio e partecipazione al dolore della famiglia per l'improvvisa scomparsa del capitano della Fiorentina Davide Astori e assicura la sua preghiera. Tutta la Chiesa fiorentina è vicina ai suoi cari e alla società tramite il cappellano della squadra don Massimiliano Gabbricci. Due mesi fa il card. Betori accompagnato da don Gabbricci aveva incontrato nel centro sportivo della Fiorentina Astori con gli altri giocatori, l'allenatore e alcuni dirigenti».

Sarà l’autopsia ad indicare le cause della morte del difensore della Fiorentina e della Nazionale, che al momento del decesso si trovava nell'albergo «Là di Moret» in ritiro insieme con la squadra in vista della partita, di oggi, con l'Udinese. «L'idea è che il giocatore sia deceduto per un arresto cardiocircolatorio per cause naturali», anche «è strano che succeda una cosa del genere a un professionista così monitorato senza segni premonitori», ha detto il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo in merito al decesso. L'incontro tra Udinese e Fiorentina, come tutte le altre partite di serie A e B della giornata, è stato rinviato per decisione del commissario della Lega Calcio, Giovani Malagò.  «Sono sconvolto. È una notizia che mi ha choccato», ha dichiarato Malagò, appena appresa la notizia. «Quando questa mattina mi ha chiamato la Fiorentina per raccontarmi l'assurda tragedia che ha colpito Davide Astori, sono rimasto allibito e senza parole. Sono stato assalito da mille pensieri, riflettuto a lungo sul dramma di un ragazzo che nel pieno della sua maturità sportiva ed agonistica scompare in una stanza d'albergo a poche ore da una partita di campionato - commenta Malagò - L'improvvisa scomparsa di Astori deve ancora una volta porre l'accento sulle necessità di controlli fisici assidui e costanti non solo per il calcio professionistico ma nello sport in generale».

Il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha subito twittato: «Sgomento e profondo dolore per la terribile notizia della scomparsa improvvisa di Davide #Astori. Tutta #Firenze si stringe intorno alla sua famiglia e alla @acffiorentina. Ciao #capitano». Nardella ha anche annunciata che il giorno dei funerali di Astori sarà lutto cittadino per Firenze.

Commissario Figc: ha dato tanto alla Nazionale. «Mi ha chiamato Gigi Di Biagio (attualmente ct della Nazionale maggiore, ndr) e ho sentito tutti quelli del giro della Nazionale: Davide era una persona che ha dato tanto al calcio italiano. In Figc Davide è considerato uno di famiglia, siamo tutti costernati». Lo ha detto il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, in conferenza stampa a Roma dopo la morte improvvisa del capitano della Fiorentina, Davide Astori. «Ho saputa la notizia dal presidente Malagò e ho cercato di provvedere al meglio. Siamo grati al presidente e alla Lega di A per l'atteggiamento che fa sentire il mondo del calcio unito in questa drammatica situazione», ha detto. Per quanto riguarda le possibili cause della morte del calciatore, Fabbricini ha spiegato che «non c'è stato alcun segno di reazione: il ragazzo era nel suo letto ancora come addormentato. Lo hanno trovato così quando sono andati a cercarlo in camera perché tardava a scendere per la colazione» nell'albergo in cui la Fiorentina alloggiava in vista del match di campionato contro l'Udinese. «Sembra un caso di cosiddetta morte bianca, come si dice per i casi cardiaci, ma lasciamo il campo alla medicina sportiva e legale».

Don Albertini (Csi), «professionista esemplare e uomo apprezzato». «Un professionista esemplare e un uomo apprezzato nell’ambiente. È un dispiacere enorme sapere della sua morte umanamente e da appassionato di calcio». Così don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Csi, ricorda al Sir Davide Astori. «Davanti alla morte c’è sempre il silenzio. Ogni parola è superflua di fronte a una tragedia umana così inattesa». Una vicenda che «ci fa riflettere sulla serietà della vita, sull’importanza di non sciupare nulla di quello che ci regala. Proprio perché la morte può essere improvvisa». Riflettendo sulle possibili cause della morte prematura di Astori, don Albertini sottolinea come «non sia l’unico caso». «Altri calciatori sembrano essere stati vittima di infarto. Credo sia talmente imprevedibile che neppure uno sportivo possa esserne esente – afferma il sacerdote -. Il fatto che i calciatori siano sottoposti a visite mediche frequenti è indice di serietà nella preparazione di un atleta, ma non siamo macchine. Abbiamo un corpo che è soggetto a un deperimento della natura che non possiamo prevedere». Infine, una riflessione sulla decisione di rinviare tutte le partite della giornata di Serie A. «È un forte richiamo. In passato il calcio si è fermato poche volte – ricorda -. È un bel segnale: gli interessi economici legati al pallone possono attendere di fronte a una vita spezzata».

Morte di Astori, il cordoglio del card. Betori e della Diocesi di Firenze
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