Vita Chiesa
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BENEDETTO XVI, INCONTRO CON I NOMADI; LA TESTIMONIANZA DI ZINGARA SOPRAVVISSUTA A AUSCHWITZ

Parole chiave: benedetto xvi (2612), rom (99), nomadi (46), lager (27), auschwitz (20)

(ASCA) - Città del Vaticano - Papa Benedetto XVI ha ascoltato oggi la testimonianza di quattro zingari, durante l'udienza concessa oggi una delegazione di circa 2000 gitani e nomadi di tutta Europa. Una di loro è Ceija Stojka, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. “Quando sono nata in Austria la mia famiglia contava più di 200 persone - ha raccontato di fronte al pontefice -. Solo sei di noi sono sopravvissuti alla guerra e allo sterminio. Quando avevo 9 anni fui deportata con la mia famiglia prima ad Auschwitz, poi a Ravensbruk e a Bergen-Belsen”. “Ero bambina - ha proseguito - e dovevo vedere morire altri bambini, anziani, donne, uomini; e vivevo fra i morti e i quasi morti nei campi”. “Mi chiedevo 'perché?' - ha raccontato -. Che cosa abbiamo fatto di male? Sento gli strilli delle SS, vedo le donne bionde le 'Aufseherinnen' (sorveglianti) con i loro cani grandi che ci calpestavano, sento ancora l'odore dei corpi bruciati. Come posso vivere con questi ricordi? Come posso dimenticare quello che abbiamo vissuto?”. “Non è possibile dimenticarlo - ha detto ancora Ceija Stojka -. E l'Europa non deve dimenticarlo. Oggi Auschwitz e i campi di concentramento si sono addormentati, e non si dovranno mai più svegliare. Ho paura però, che Auschwitz stia solo dormendo”. “Per dire la verità - ha aggiunto - non vedo un futuro per i rom. L'antigitanesimo e le minacce in Ungheria, ma anche in Italia e in tanti altri posti mi preoccupano molto e mi rendono triste. Ma vorrei dire che i rom sono i fiori di questo mondo grigio . Hanno bisogno di spazio e di aria per respirare”.
“Se il mondo non cambia adesso - ha concluso - se il mondo non apre porte e finestre, se non costruisce la pace - la pace vera! - affinché i miei pronipoti (il quarto nascerà fra alcuni mesi) abbiano una chance per vivere in questo mondo, allora non so spiegarmi il perché sono sopravvissuta ad Auschwitz, Bergen-Belsen e Ravensbruk”.
Il pontefice, nel suo discorso, ha fatto riferimento alle persecuzioni subite dagli zingari d'Europa. “Lungo i secoli - ha detto - avete conosciuto il sapore amaro della non accoglienza e, talvolta, della persecuzione, come è avvenuto nella II Guerra Mondiale: migliaia di donne, uomini e bambini sono stati barbaramente uccisi nei campi di sterminio. è stato - come voi dite - il Porrajmos, il 'Grande Divoramento', un dramma ancora poco riconosciuto e di cui si misurano a fatica le proporzioni, ma che le vostre famiglie portano impresso nel cuore”.
Papa Ratzinger ha poi ricordato la sua visita al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, il 28 maggio 2006: lì, ha detto, “ho pregato per le vittime della persecuzione e mi sono inchinato di fronte alla lapide in lingua romanes, che ricorda i vostri caduti. la coscienza europea non può dimenticare tanto dolore!”.

BENEDETTO XVI, INCONTRO CON I NOMADI; LA TESTIMONIANZA DI ZINGARA SOPRAVVISSUTA A AUSCHWITZ
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