Toscana

CISL TOSCANA: RIFIUTI, SUBITO LE GARE NEI 3 ATO

Anche se scontando un frazionamento e un ritardo storici, “in Toscana, negli ultimi anni, sono state fatte buone cose sui rifiuti ma questo non basta. Il segnale che abbiamo attraversato davvero il guado e siamo entrati in un nuovo sistema è che nei 3 Ato vengano fatte subito le gare” per l’affidamento dei servizi a una società unica.Lo ha detto Renato Santini, della segreteria regionale Cisl, durante il convegno che il sindacato regionale e l’associazione Ecologia e Lavoro hanno dedicato al tema dei rifiuti nella nostra regione, riunendo attorno al tavolo i rappresentanti dei principali attori del settore: Regione, con l’assessore Annarita Bramerini e Comuni, con il sindaco di Capolona (AR) Marco Brogi a nome di Anci toscana, ma anche rappresentanti delle imprese del settore, di Cispel e di Arpat.Per quanto riguarda i rifiuti infatti – è stato detto durante i lavori – anche la Toscana vive una situazione di urgenza che a breve può diventare di emergenza. E’ arrivato il momento di scelte, dalla riorganizzazione delle aziende allo smaltimento, che non possono più essere rimandate, perché la Campania è dietro l’angolo, soprattutto per l’area centrale e fiorentina.Ad oggi infatti in Toscana la raccolta differenziata ha raggiunto il 40% (dal 13% del 1998 al 39% del 2009) dei 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti; ma è ancora assai modesta la termovalorizzazione energetica (250 mila tonnellate, il 10%) e oltre 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti, la metà del totale, finiscono ancora in discarica.Intanto in Toscana la gestione del servizio è spezzettata in una pletora di oltre trenta aziende (4.200 gli addetti complessivi, con un fatturato di 750 milioni di euro), che non contribuiscono certo a ‘economie di scala’ e al contenimento dei costi delle bollette.Quattro gli snodi critici da affrontare secondo la Cisl: ambientale (sviluppare la filiera del riuso e realizzare i termovalorizzatori), industriale (accorpare la pletora di aziende in tre sole, a livello dei 3 ATO esistenti), sociale (garantire tariffe sociali e aprire le società all’azionariato popolare e dei lavoratori) e della governance (ruoli chiari e distinti tra programmazione, gestione e controllo; presenza di lavoratori e cittadini nella sorveglianza delle aziende attraverso un sistema duale).“Abbiamo bisogno di tre aziende vere –ha detto Santini- non di decine e decine, come oggi, che possono accontentare gli egoismi locali e dei comuni, ma non risolvono certo il problema del nanismo delle aziende toscane, incapaci di competere in un mercato globale, anche in questo settore. Se non dimostrano capacità di integrazione, rischiano di scomparire, di fronte ad aziende europee ma anche italiane, che si sono mosse per tempo in questa direzione.”