Cultura & Società
Il futuro dell’Europa a Camaldoli
Al convegno promosso dalla rivista il Regno, dalla comunità monastica e dalla Comece, il confronto sulle sfide europee e internazionali. Don Manuel Barrios Prieto richiama il ruolo della Chiesa nell’integrazione europea, mentre il docente Massimo Giuliani riflette sull’etica della guerra e sulla difesa della vita umana
Sfide contemporanee e nuove prospettive al centro di “L’Europa e il tramonto dell’occidente”, il convegno promosso dalla rivista Il Regno, comunità monastica di Camaldoli e Comece, la Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, mette al centro, la crisi delle democrazie in Europa nei singoli paesi e nella stessa esistenza dell’Unione. Giunto alla sua settima edizione, si svolgerà nei locali del Monastero fino a domenica 8 novembre, in un susseguirsi di ospiti e studiosi.
Nell’intervista, il segretario generale della Comece don Manuel Enrique Barrios Prieto, spiega come, nel dibattito sul futuro dell’Europa e sulla crisi dell’Occidente, la Chiesa è chiamata a essere una presenza attiva nel processo di integrazione europea, senza rivendicare privilegi o guardare nostalgicamente al passato. “Non per occupare uno spazio”, ma per richiamare i valori fondanti dell’Unione, dalla dignità della persona umana alla solidarietà, dalla libertà alla democrazia e ai diritti umani. Essenziale anche il ruolo del dialogo ecumenico: “Come Chiese ci presentiamo insieme a difendere quei valori fondamentali”, attraverso un cammino condiviso e una collaborazione con le altre confessioni cristiane.
Presente anche Massimo Giuliani, docente di Pensiero ebraico all’università di Trento, che è intervenuto sul tema “Le guerre permanenti di Israele. Identità democratica, integralismo religioso e nazionalismo”. In un contesto internazionale segnato da guerre e conflitti, parlare di pace significa anche interrogarsi sulle radici della violenza umana. La Bibbia, secondo l’intervistato, offre una riflessione sulla natura aggressiva dell’uomo e sulla necessità di porre limiti alla violenza: “L’uomo deve porre un limite, deve porre un freno”. Anche in guerra, infatti, la difesa della vita umana deve restare una priorità: “Lavorare sulla dimensione etica anche quando si ha a che fare con i nemici significa elevare in qualche modo la natura umana a un ideale di pace”.
