Italia

Napolitano: un «grazie» dall’Azione cattolica

«Come Capo dello Stato – si legge in una nota – ha saputo interpretare nel modo più alto il ruolo di supremo garante della Costituzione con imparzialità, equilibrio e correttezza, custodendo e promuovendo nel corso degli anni quel complesso di libertà individuali e di valori condivisi su cui si fonda l’unità, la pace, la vitalità sociale, economica e culturale della nostra Italia. Da Presidente di tutti gli italiani, non è mai mancata la sua attenzione nei confronti dei credenti, della cultura e della tradizione cattolica, nel rispetto di una laicità dello Stato sanamente intesa». Nei nove anni del suo mandato, ricorda l’Ac, «sono state molte le occasioni in cui il Presidente ha voluto incontrare ed esprimere la sua vicinanza all’Azione Cattolica. Lo ringraziamo di questa cordiale attenzione e per aver ogni volta sottolineato l’apprezzamento per la testimonianza piena e tangibile dell’amore per il nostro Paese espressa dalle migliaia di donne e uomini di Azione Cattolica di tutte le età, che lungo tutta la giovane storia della nostra Nazione, si sono spesi e continuano a spendersi a servizio della democrazia e della Repubblica, impegnati nelle sue istituzioni amministrative di ogni ordine e grado e nelle molteplici realtà di volontariato civile e sociale del Paese».

Una «sintonia piena», quella tra l’Ac e Napolitano, caratterizzata «dall’impegno in difesa delle istituzioni democratiche e repubblicane, per un maggior dialogo tra le forze politiche, per una rinascita morale capace di dare nuovo slancio al rapporto istituzioni-cittadini, e per far uscire l’Italia dalla crisi non solo economica che da troppo tempo l’attraversa. Convinti, nel suo alto esempio, che essere cittadini italiani non è un dato tracciato una volta per tutte. Certi, come egli ci ha indicato, del dovere della politica di dare risposte concrete alle domande che giungono dal Paese: rilanciare l’economia, ridurre la disoccupazione, sostenere le famiglie, accorciare le distanze tra Nord e Sud, coniugare rigore e solidarietà». A Napolitano l’Ac dice, infine, «grazie per aver sempre e con lungimiranza agito per costruire un’Europa più coesa, più forte, più unita, capace di superare i punti deboli che traspaiono dall’attuale costruzione comunitaria: dalla politica fiscale al consolidamento di un modello sociale comune, dall’azione diplomatica agli strumenti di difesa comunitari. Sempre sottolineando la necessità che l’Europa si assuma precise responsabilità nei confronti del mondo intero in termini di promozione della pace, della giustizia e della solidarietà tra i popoli», a partire dalla «necessità di rinnovare il dialogo e la collaborazione con il mondo islamico».