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Patteggiamento e pentiti, rivoluzione giustizia sportiva

Due soli gradi di giudizio, spariscono Caf e Corte federale, arrivano anche il patteggiamento e sconti per i pentiti nel lavoro della nuova superprocura. La nuova carta costituzionale del calcio, approvata il 23 gennaio 2007, dà una spallata alla vecchia giustizia sportiva: con un occhio ai principi ispiratori del giusto processo, dopo calciopoli i procedimenti a carico di tesserati e dirigenti avranno un iter nuovo all’insegna della trasparenza e delle snellezza. Intanto viene introdotta la ‘Commissione di garanzia della giustizia sportiva’, una sorta di Csm nel pallone, che sarà composta da un presidente e quattro componenti a nomina mista Figc-Coni, mentre tutta la macchina verrà accentrata a Roma.

Diverse novità anche su chi dovrà giudicare: restano in carica i giudici sportivi nazionali che sono di primo grado “competenti per i campionati e le competizioni nazionali”.

La Disciplinare costituirà il primo grado nei procedimenti instaurati su deferimento del procuratore federale e viene spostata nella Capitale. L’appello sarà garantito da un nuovo istituto, la Corte di giustizia federale, che di fatto accorpa la vecchia Caf e la Corte federale. Funzionerà come giudice di secondo grado sui ricorsi presentati contro le decisioni dei giudici sportivi nazionali e della Disciplinare. Ma giudica anche nei processi per revisione e revocazione, interpreta le norme su richiesta federale: dal primo luglio prossimo i procedimenti di competenza della Caf o della Corte federale passano di mano alla nuova Corte di giustizia.

Di fatto nasce anche la Superprocura, con l’ufficio indagini che svolge la sua attività nell’ambito di quella del procuratore che esercita funzioni inquirenti e requirenti. Nel procedimento sportivo, sulla falsa riga di quello penale, viene introdotto il patteggiamento della sanzione “non oltre la decisione di primo grado”. La novità prevede premi per le società o i tesserati che diano un contributo “di rilevante collaborazione” per l’individuazione di comportamenti illeciti.

L’altro caposaldo del nuovo statuto è l’abolizione del diritto di veto, o clausola del largo consenso: per l’elezione del presidente federale bisognerà raggiungere il 50,1% dei consensi, mentre con la vecchia normativa era necessario il quorum del 33% di ciascuna delle componenti aventi diritto di voto. Quanto agli arbitri, restano sotto l’egida della federazione così come vuole la Fifa, sono organizzati con autonomia operativa e amministrativa all’interno dell’Aia” che “opera sotto il controllo preventivo e consuntivo della Figc”. (ANSA).