Italia

STRAGI NAZISTE: CASSAZIONE,GERMANIA PAGHI PER CIVITELLA

La Corte di Cassazione ha condannato la Germania a pagare i danni morali (stimati in circa 800 mila euro) ai nove familiari delle vittime costituitisi parte civile nel processo al quasi novantenne ex sergente nazista Max Josef Milde – per essere stata il ‘mandante’ dei militari nazisti che – il 29 giugno del 1944 – uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando un colpo alla nuca di donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese. Prima delle esecuzioni ci furono gli stupri. E dopo, lo scempio dei cadaveri. Una delle stragi più feroci, lungo la ‘linea gotica’, per rappresaglia contro le popolazioni solidali con i partigiani. Per la prima volta la magistratura italiana, in un processo penale definitivo, ha condannato Berlino, facendo carta straccia degli accordi italo-tedeschi del 1947 e del 1961 che sembravano aver messo fine al contenzioso sui risarcimenti post-bellici.  L’ex ufficiale Max Josef Milde, che concluderà la sua vita senza aver mai fatto un giorno di prigione per quei morti, non ha nemmeno fatto ricorso contro la condanna, tanto sa che nessuno lo estraderà. E difficilmente arriveranno i risarcimenti. “La Germania non intende pagare, come finora non ha mai pagato nelle circa 60 cause civili che pendono in Italia, azionate dagli ex deportati”, ha fatto sapere Augusto Dossena, legale di fiducia di Berlino per tutto il contenzioso in Italia.Il verdetto della Suprema Corte è stato definito “una sentenza straordinaria” da Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, costituitasi parte civile insieme alla Provincia di Arezzo e ai Comuni di Civitella e Bucine. Nella sua requisitoria il Sostituto procuratore Roberto Rosin aveva chiesto di respingere il ricorso della Germania sostenendo che per crimini contro l’umanità non ci sono accordi che possano mandare esenti gli Stati dalla loro responsabilità, e che i trattati firmati risarcivano solo gli ebrei deportati.