Europa

Francia, approvata la legge sul suicidio assistito. Uneba Pisa, “è il trionfo della morte”

Uneba - l'associazione che raduna gli enti non-profit di ispirazione cristiana - critica la legge sul suicidio assistito approvata nei giorni scorsi dall'Assemblea nazionale francese. Lo fa in un documento che suona anche come un appello ai parlamentari italiani

“Non aprite quella porta!”: Uneba – l’associazione che raduna gli enti non-profit di ispirazione cristiana – critica la legge sul suicidio assistito approvata nei giorni scorsi dall’Assemblea nazionale francese. Lo fa in un documento che suona anche come un appello ai parlamentari italiani.

“Sentiamo nel cuore la necessità di esprimere la piena contrarietà alla legislazione appena approvata in Francia sul suicidio assistito. Facciamo un appello all’intelligenza ed al cuore di tutti gli uomini di buona volontà: ‘Non aprite quella porta!'” si legge nella nota. “La porta che spalanca la strada alla morte divorerà l’umanità, soprattutto quella più fragile e debole che invece di ricevere amore, vicinanza, accompagnamento e affetto riceverà morte! Prima per gli anziani e malati, poi gli adulti, poi i maggiorenni, poi per i bambini come già avviene in Olanda”.

La preoccupazione di dirigenti ed operatori Uneba: “Non vogliamo giungere al momento nel quale il malato invece di essere rassicurato dalla visita del medico avrà paura a vederlo avvicinare.. No, non e possibile percorrere questa strada senza perdere l’umanità!”

Uneba si dice contraria all’accanimento terapeutico, favorevole al potenziamento delle cure palliative. “Ma in questo caso siamo su un altro piano! Si tratta di una riflessione che scava più in profondità e pone l’interrogativo: ‘Cos’è l’uomo’, ‘Quanto vale la sua vita?’. Si, alla fine si tratta di una differenza fondamentale tra due visioni antropologiche differenti, profondamente differenti. Da una parte coloro che ritengono che la vita umana ha un valore ‘in funzione’ di quanto produce, di quanto è bella, di quanto è forte, di quanto vale ‘esser vissuta’, di quanto non sia di disturbo o di ‘peso’ a nessuno! Dall’altro una visione antropologia che riconosce la ‘vita umana’ come valore ontologico in sé che nessuno si può permettere di interrompere. Una visione secondo cui la vita del ricco e forte ha un valore identico a quella del povero e debole, del giovane come dell’anziano, dell’ultimo dei bambini poveri come quella del Presidente degli Stati Uniti! Anzi, in questa prospettiva la vita della persona più fragile, anziana e debole, proprio in quanto valore assoluto, deve essere accolta sostenuta, supportata, aiutata ancora di più perché ha un valore inestimabile come qualsiasi ‘vita umana’. Noi siamo decisamente assertori di questa seconda visione antropologica.. “

L’appello finale: “Non aprite la porta della morte!